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Il M5s primo partito, alle radici del consenso
Esperti: «Niente ras e competizione interna»

I cinquestelle sono stati gli unici a non avere avuto bisogno dei riempilista. Nella maggior parte dei collegi gli ultimi arrivati hanno raccolto più di molti dei nomi su cui hanno puntato gli altri partiti. Su 70, solo uno ha preso meno di mille voti. L'opinione della docente Rossana Sampugnaro e del politologo Giancarlo Minaldi

Simone Olivelli

Foto di: art-news

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Lavoro sul territorio, presenza sul web, effetto trascinamento derivante dalla forza del brand, ma anche auto-imprenditorialità e competizione interna. Bisogna guardare a questi ingredienti se si vuole capire perché il Movimento 5 stelle è stata la lista più votata alle Regionali. Un primato confermato dopo il debutto del 2012 e accompagnato dal quasi raddoppiamento delle preferenze, passate da poco più di 285mila a oltre 513mila. Cifre che, tradotte in percentuali, hanno spinto il partito di Grillo fino al 26,67 per cento (nel 2012 fu 14,88), ma che nonostante tutto non hanno garantito la vittoria a Giancarlo Cancelleri. Con il candidato cinquestelle rimasto dietro a Nello Musumeci di 108mila preferenze.

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