Edizioni MeridioNews

Edizioni MeridioNews

Edizione Sicilia

Viagrande, in vetta e con Pappalardo vice spagnolo
Tornato da Maiorca per rubare i trucchi agli iberici

Lo scorso anno ha guidato una squadra affiliata al Maiorca, quest’anno invece è il secondo di mister Zanghi nella compagine etnea, al momento capolista in Promozione: «In Spagna si lavora tanto sui princìpi di gioco e piuttosto che dire ai ragazzi cosa fare e come arrivare in porta, si insegnano i posizionamenti in campo»

Luca Di Noto

Foto di: pagina Facebook Asd Sporting Viagrande Calcio

Foto di: pagina Facebook Asd Sporting Viagrande Calcio

«Sicuramente c’è da godersi il momento, ma dobbiamo essere bravi a non illuderci». Non usa mezzi termini Salvo Pappalardo, allenatore in seconda dello Sporting Viagrande che al momento, dopo cinque giornate di campionato, è in testa alla classifica di Promozione, girone C, a quota 12 punti, in compagnia di Tirrenia e Terme Vigliatore. L’ultima gara, il successo per 3-0 nel derby con lo Sporting Trecastagni, ha determinato infatti l’aggancio in vetta alle altre due compagini: «Si è trattato di una gara combattuta – spiega Pappalardo a MeridioNews –, soprattutto nella prima parte. Una volta rotti gli equilibri poi è stato un po’ più facile avere la meglio sugli avversari. La partita è stata equilibrata fino a quando non siamo riusciti a trovare il primo gol». Finora in campionato, soltanto la Jonica è riuscita a sconfiggere, con il risultato di 0-4, la squadra allenata da mister Zanghi: «Quella con la Jonica – continua Pappalardo – è stata una sconfitta abbastanza netta. Quando dico, dunque, che non dobbiamo illuderci io parlo anche di questo, ovvero del fatto che dobbiamo essere consapevoli di quelli che sono i nostri limiti, ma anche le nostre forze. Stare lassù in classifica non vuol dire essere i più forti».

Idee chiare da parte dello staff e della società sugli obiettivi della squadra etnea: «Vogliamo disputare un campionato tranquillo. L’obiettivo è chiudere a metà classifica o puntare a un posto ai playoff». In carriera, il tecnico ha cominciato con le squadre giovanili ad Acireale e poi a Catania: «Ho iniziato ad Acireale con i bambini, come credo facciano un po’ tutti. L’anno successivo, sempre lì, ho allenato i Giovanissimi. Altri due anni li ho fatti al Catania, mentre l’anno scorso sono andato a Maiorca in Spagna». E in terra iberica, mister Pappalardo, ha ampliato le sue conoscenze e le sue tecniche, ma non nasconde le difficoltà: «Quella a Maiorca è stata un’esperienza abbastanza formativa. Allo stesso tempo è stata dura perché si sta lontani dai propri cari e dagli affetti».

Sulle differenze tra il calcio spagnolo e quello italiano spuega: «Non vorrei essere banale, ma la differenza sta molto nella metodologia: in Spagna si lavora tanto sui princìpi di gioco e piuttosto che dire ai ragazzi cosa fare e come arrivare in porta, si insegnano i posizionamenti in campo. Questo poi si trasforma in una maggiore autonomia e in un maggiore controllo del gioco. Si cura molto di più la fase di possesso, rispetto a quella di non possesso, cosa sulla quale siamo un po’ fissati noi italiani con la parte tattica». E tutto ciò si è potuto notare anche recentemente, con la disfatta degli Azzurri a Madrid proprio contro la Spagna: «Se si ha una metodologia e un’identità come quella del possesso palla che viene insegnata fin da piccolini, poi ci si ritrova di fronte a delle squadre con un’identità spagnola molto molto forte. Queste squadre riescono a coniugare bel gioco e vittorie e questo si vede a livello di squadre di club, come Real Madrid e Barcellona che negli ultimi anni hanno vinto praticamente tutto, ma anche con la Nazionale spagnola». Nonostante tutto, però, quest’anno il mister è tornato in Sicilia: «Essenzialmente - conclude Pappalardo - sono tornato in Italia per gli affetti».

MeridioNews è una testata registrata presso il tribunale di Catania n.18/2014
Direttora responsabile: Claudia Campese Editore Mediaplan Soc. Coop. Sociale
Riproduzione riservata

Viaggiare in Sicilia

Percorsi, itinerari e consigli per chi vuole viaggiare in Sicilia lontano dalle solite mete e dai circuiti turistici di massa

Il calcio che conta (storie dalle periferie del pallone)

Lontano dai riflettori della serie A, le storie e i profili più interessanti dalle squadre siciliane impegnate nei campionati minori

Giustizia per Emanuele Scieri

Il paracadutista siracusano è stato trovato morto nella caserma di Pisa nel 1999. Ora si cerca di ricostruire quanto successo

Muos, l'eco mostro di Niscemi

Contro l'impianto della base Usa di Niscemi, da anni si battono comitati, associazioni e cittadini

La mafia nel Siracusano

La provincia di Siracusa - soprattutto la parte Sud, tra Noto, Pachino e Avola - deve fare i conti con una criminalità organizzata che condiziona sempre più le attività economiche, a cominciare dall'agricoltura

Leggi tutti i Dossier

Segnala una notizia

Utilizzando questo form puoi segnalare le tue notizie alla redazione

Invia un tuo contributo

I campi contrassegnati con * sono obbligatori

×