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Comprano villa all'asta, minacciati da ex proprietari
In progetto pure un piano per rapire il figlio 35enne

Hanno acquistato l'immobile, del valore stimato di 250mila euro, per 47mila euro. Da quel momento una vedova di Castellammare del Golfo e il figlio non hanno più avuto pace. Sarebbero stati infatti minacciati, fino al ritrovamento di otto cartucce davanti casa. Fatto che ha indotto la donna a denunciare. Guarda foto e video

Pamela Giacomarro

La loro unica colpa è quella di aver partecipato ad un’asta per l’acquisto di una villetta, nel territorio di Castellammare del Golfo. Da quel momento, la loro vita si sarebbe trasformata in un inferno, perché presi di mira e minacciati dagli ex proprietari dell’immobile. Protagonisti della vicenda una vedova castellammarese e il figlio 35enne, costretti a rivolgersi ai carabinieri che al termine di un’indagine lampo hanno arrestato Giuseppe Pace, di 67 anni, e il figlio Costantino di 42, originari di Balestrate, accusati di estorsione e turbata libertà degli incanti. 

L’immobile, valutato 250mila euro, messo all’asta nel 2011 non era mai stato venduto, fino allo scorso mese di maggio quando le vittime se lo erano aggiudicato per 47mila euro, versando una caparra pari al dieci per cento. Da quel momento, madre e figlio sarebbero stati vittime di una escalation di minacce e intimidazioni da parte dei Pace, per convincerli a rinunciare all’acquisto. A convincere la donna a denunciare è stato, alla fine, il ritrovamento di otto cartucce da fucile da caccia di fronte alla sua abitazione

I militari del nucleo operativo della compagnia di Alcamo hanno cominciato a pedinare e intercettare gli ex proprietari dell’immobile, raccogliendo parecchi indizi a loro carico. «I due, padre e figlio - ha spiegato il comandante provinciale dei carabinieri Stefano Russo nel corso della conferenza stampa che si è svolta questa mattina - non hanno desistito neanche di fronte alla presenza costante dei militari dell’arma di fronte all’abitazione delle vittime. L’ordinanza di custodia cautelare in carcere emessa dal gip – ha aggiunto Russo – si è resa necessaria per l’incolumità degli acquirenti della villetta». 

Secondo quanto è emerso dalle intercettazioni, i Pace stavano progettando il rapimento del figlio 35enne della donna con l’aiuto di alcuni personaggi palermitani. «Utilizzavano un linguaggio criptico - ha spiegato il comandante del nucleo investigativo Diego Berlingeri - parlavano di prelevare e trasportare un condizionatore, ma in realtà siamo riusciti a capire che si trattava del figlio dell’acquirente della villetta». 

In altre telefonate ascoltate dai militari dell’arma, si sentirebbe chiaramente Costantino Pace che rivolgendosi al giovane lo minaccia di «fargli fare la fine del padre», deceduto pochi anni prima per cause naturali. «Quello che volevano fare – ha concluso Berlingeri – era lanciare un messaggio chiaro non solo ai due acquirenti ma a chiunque avesse intenzione di avvicinarsi a quella villetta». Il gip del tribunale di Trapani, nella richiesta di custodia cautelare ha definito il modus operandi dei Pace «in stile mafioso». 

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