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L'indagine sulla ong tedesca e la nave Iuventa
Le accuse, l'infiltrato e i rapporti tesi con Roma

Tre giorni fa l'imbarcazione è stata sequestrata dalla Procura di Trapani. Le 150 pagine del dispositivo passano in rassegna le contestazioni, partite da due dipendenti di una società di sicurezza e da un agente sotto copertura. Secondo il giudice però «trafficanti e appartenenti alle ong sono agli antipodi»

Salvo Catalano

Il 2 agosto la nave Iuventa della ong tedesca Jugend Rettet è stata scortata nel porto di Lampedusa e posta sotto sequestro su richiesta della Procura di Trapani che indaga ipotizzando il reato di favoreggiamento dell'immigrazione clandestina, anche se nessun membro dell'equipaggio risulterebbe iscritto nel registro degli indagati. È il culmine di approfondimenti che coprono un periodo di tempo compreso tra settembre 2016 e giugno 2017, partiti dalla denuncia di due dipendenti di una società di sicurezza, la Imi Security Service, imbarcati sulla nave di Save the children. I due contractors riferiscono sia ai servizi segreti, all'Aise, che agli investigatori di Trapani. Ma nelle 150 pagine del dispositivo di sequestro della Iuventa c'è molto altro: dall'infiltrato del Servizio centrale operativo della polizia a bordo della nave di Save the children, alle foto che dimostrerebbero come la ong tedesca abbia riportato indietro, in acqua libiche, i barconi vuoti, fino a uno scontro all'interno del mondo delle organizzazioni non governative su alcuni punti fondamentali della loro attività in mare. 

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