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Successo dell'e-commerce in Sicilia: dati e curiosità
Dalla vendita dei prodotti locali agli acquisti beauty

Da qualche anno le imprese attive sul territorio si dimostrano sempre più interessate al commercio elettronico, complici le opportunità messe a disposizione dalla vendita digitale. Contestualmente alla crescita del numero di negozi presenti anche online, aumenta anche l'interesse del pubblico verso gli acquisti digitali

Redazione

I dati forniti dall'Istat confermano il trend positivo relativo al commercio elettronico in Sicilia: l'e-commerce costituisce circa il 6,5% del prodotto interno lordo italiano e più del 3% del prodotto interno lordo della Sicilia, con 3.500 imprese che hanno optato per il commercio elettronico. Il comparto che sembra fare da traino è quello enogastronomico, con la vendita delle tipiche prelibatezze siciliane. La vendita digitale degli e-commerce siciliani si rivolge a un pubblico non solo italiano, ma anche europeo e internazionale, con aziende online che promuovono la vendita di prodotti locali molto particolari: vogliamo citare Siciliaecommerce.com, un portale che offre sia le eccellenze enogastronomiche sia altri prodotti come saponi e maschere. Grazie alla presenza sul web di un gran numero di aziende siciliane, i consumatori locali possono conoscere meglio le realtà che li circondano. Il successo del commercio digitale in Sicilia non si limita alle sole imprese locali, ma si estende anche ai grandi e-commerce come Zalando, uno dei più affermati sul territorio italiano.

A livello nazionale, il comparto che registra il maggior numero di acquirenti online è quello dei cosmetici, con un giro d'affari di più di 10,5 miliardi di euro. Il mercato interno dei cosmetici ha registrato, nel 2016, un aumento dello 0,5% per un valore di 9.900 milioni di euro. Complice di questa crescita è la grande attenzione dei consumatori verso il proprio benessere, che li induce a ricercare il giusto equilibrio tra disponibilità economiche e prodotti di prima qualità. Se aggiungiamo che, in Italia, il comparto della cosmetica è uno dei più concorrenziali e innovativi in termini globali, è abbastanza facile comprendere i motivi per cui questo segmento di mercato non abbia subito alcun tipo di flessione in tempi di crisi.

Tra i marchi più noti nel panorama italiano dei cosmetici è il caso di citarne alcuni: Kiko Milano, Collistar, Pupa, Bottega Verde, Naj Oleari e molti altri ancora. Al di là dei big del settore, vi sono altrettante aziende, come Ebranditalia, che nascono come e-commerce ma non si limitano a vendere, bensì producono e distribuiscono all'ingrosso i loro prodotti made in Italy, concepiti con formulazioni particolari e innovative. È il caso degli smalti semipermanenti proposti dall'impresa italiana, che presentano una formulazione nutriente, acid free (priva di sostanze nocive) e anallergica. Oltre a Ebranditalia, merita una menzione anche la nota azienda e-retailer Neve Cosmetics, che si è invece specializzata in cosmetici vegani.

Per capire meglio la situazione degli e-commerce in Italia, facciamo riferimento a un testo di Anna Airoldi e Gabriella Lojacono, Italian beauty, il mercato italiano della bellezza tra sogno e innovazione, che spiega come il nostro Paese abbia una leadership come produttore e distributore di prodotti estetici con il 60% dei cosmetici italiani venduti in tutto il mondo. Ma il settore del beauty cambia costantemente, sia nelle peculiarità dei consumatori sia nell'offerta dei prodotti che appare sempre più ampia e diversificata. A dimostrazione della crescita del mercato dei cosmetici in Italia c'è il Rapporto dell'Associazione Nazionale delle Imprese Cosmetiche (Cosmetica Italia), che risale al 2016 e mette in evidenza i reali vettori della crescita del fatturato.

Fino al 2010, la vendita dei cosmetici ha avuto il segno positivo per tutti i canali di distribuzione. Le uniche flessioni si sono registrate nelle vendite nei supermercati e negli ipermercati. Dal 2011, la crisi si fa sentire dapprima nei saloni di bellezza e parrucchieri, poi anche nelle profumerie, il cui fatturato si risolleva solo nel 2015. Totalmente diversa è invece la situazione degli e-commerce e delle erboristerie, il cui fatturato ha registrato una crescita del 1800% nel primo caso e del 18% nel secondo, in un periodo di 5 anni. Buoni risultati si son registrati anche nelle vendite dei negozi monobrand, con un miglioramento generale del settore dell'1,4%.

In questo caso, l'e-commerce funziona come elemento anticrisi, garantendo la continuazione delle vendite in quelle realtà che altrimenti sarebbero compromesse dalle contrazioni dei canali di distribuzione tradizionali. Nel settore del beauty, l'evoluzione del canale online è più rapida rispetto agli altri segmenti di mercato: dal report fornito dall'osservatorio Netcomm, l'istituto che monitora la situazione degli e-commerce italiani, è emerso quanto segue:

- il 16,2% del totale di chi acquista sul web è compratore online di prodotti cosmetici
- su cinque milioni di utenti, la maggior parte è considerata sporadica, nel senso che, negli ultimi sei mesi, ha effettuato un solo acquisto
- due acquirenti su tre sono di sesso femminile
- un utente su due ha un'età compresa tra i 25 e i 44 anni
- nel 2016, gli acquirenti online dei cosmetici sono aumentati del 18%, così come il loro valore pro-capite
- l'89% degli acquisti è stato effettuato tramite sito web
- l'11% degli acquisti è stato effettuato mediante app

Tra i principali fattori che inducono i consumatori ad acquistare i cosmetici online vi sono:

- gli sconti e le offerte speciali (27,1%)
- i prezzi vantaggiosi (29,4%)
- la varietà e la particolarità dell'offerta (21,3%)
- l'ampia gamma di prodotti presenti nelle vetrine virtuali degli e-commerce (19,6%)

La concentrazione più massiccia degli acquirenti online di articoli cosmetici si registra nelle grandi città, nonché in quei piccoli agglomerati urbani dove la normale distribuzione fatica ad arrivare.

Grazie alla presenza degli e-retailer (negozi nati online), come il già citato Ebranditalia, si può acquistare direttamente dal produttore, eliminando i costi e i tempi degli intermediari. 

[Questa pagina è a cura di MeridioMarketing]

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Direttora responsabile: Claudia Campese Editore Mediaplan Soc. Coop. Sociale
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