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Elezioni Santa Croce, Schembari prova a fare tris
«Punterò sui giovani e sul fenomeno Montalbano»

Già sindaco della cittadina per due mandati consecutivi, tra il 2002 e il 2012, il farmacista Lucio Schembari cerca di tornare a essere primo cittadino. Dopo cinque anni in cui l'amministrazione uscente, a suo dire, si è caratterizzata soprattutto per le cattive scelte. «È stata una bella campagna elettorale», dichiara

Valentina Frasca

Campagna elettorale ormai agli sgoccioli a Santa Croce Camerina, uno dei cinque centri iblei chiamati al voto domenica. Tra i quattro candidati alla carica di primo cittadino c’è nuovamente Lucio Schembari, che tenterà il tris dopo aver guidato il Comune per due mandati consecutivi dal 2002 al 2012. Quarantasei anni, farmacista, ha riunito dalla sua parte diversi consiglieri dell’attuale opposizione e alcune anime del centrodestra. La sua lista si chiama Schembari Sindaco e i due assessori designati sono Carmelo Portelli, presidente del consiglio comunale uscente, e Giuseppe Dimartino, coordinatore del circolo Meridiana.

È stato per dieci anni alla guida della città. Perché ha scelto di ricandidarsi?
«Non vuole essere una risposta retorica; mi sono ricandidato per l’amore che ho per la mia città. Credo di aver dimostrato nelle passate sindacature che molto si è fatto su vari fronti, soprattutto sul recupero dei fondi europei per lavori pubblici, tanto che Santa Croce è stata la città della provincia iblea come migliore stazione appaltante. Abbiamo fatto tanto, ma c’è molto ancora da fare».

Quali sono i punti centrali del suo programma?
«La sicurezza, il turismo, il sociale, oltre alla risposta alla prima domanda. Santa Croce ha bisogno di maggiore sicurezza su tutti il territorio, soprattutto nelle zone limitrofe. La mia città, e sotto la mia sindacatura, ha ricevuto i complimenti dalla stampa nazionale per il numero di telecamere fissate in varie zone della città e nelle borgate. Questo sistema verrà ampliato con telecamere intelligenti, capaci di registrare immediatamente tutte le targhe della auto che transitano da e per Santa Croce. Vorremmo anche avviare un discorso finale con l’Arma dei carabinieri per l’innalzamento della caserma a Tenenza. Questo consentirebbe una maggiore presenza dei militari durante l'intero giorno su tutto il territorio. Per il turismo sono davvero tante le iniziative che gravitano attorno alle borgate ma anche a santa Croce. Il fenomeno Montalbano va solo alimentato per consentire una maggiore affluenza di turisti che possano soggiornare di più sul territorio. Sul sociale, il baratto amministrativo rappresenta un punto di forza della nostra squadra. Consente ai meno abbienti di poter avere i conti in regola con il Comune, mettendo a disposizione il loro tempo per lavori utili per la città».

C’è un avversario che teme particolarmente?
«No. Sono tutti titolati e sarà una bella sfida domenica prossima».

Un pregio e un difetto dell’amministrazione uscente e del lavoro che ha fatto.
«Purtroppo di difetti questa amministrazione ne ha avuti tanti e tutti sotto gli occhi dei cittadini. Un’amministrazione che non ha avuto la maggioranza in aula, e solo il buon senso dei consiglieri comunali di opposizione ha fatto sì che qualche miglioria (striminzita) in questa città sia stata fatta».

La sua squadra da chi è formata?
«Sono tutti ragazzi che al 90 per cento non hanno avuto un passato politico. È arrivato il momento che Santa Croce dia credito e responsabilità ai giovani, perché sono intelligenti, validi e con le idee molto chiare. Abbiamo la squadra più giovane rispetto agli altri candidati, compreso il candidato sindaco. Credono nel mio progetto perché è realmente fattibile. Ho paragonato questa lista a una squadra: io l’allenatore e i ragazzi l’espressione del gruppo».

Un giudizio su questa campagna elettorale.
«È stata una campagna elettorale come poche altre in passato, cioè senza colpi bassi, o quantomeno molto contenuti. Da parte nostra nessuna intenzione di denigrare gli altri competitor, ma solo far capire ai nostri concittadini il programma e soprattutto di renderli partecipi nel nostro quinquennio di amministrazioone».

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