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Caltanissetta, inchiesta su inquinamento in discarica
Tra gli indagati anche Ruvolo e due ex primi cittadini

La procura nissena accusa di disastro ambientale continuato dieci persone, tra le quali amministratori comunali e dirigente dell'Ato Ambiente Cl1. Secondo i magistrati, non sarebbero state attuate le misure necessarie a evitare lo sversamento del percolato. E per la bonifica ci vorrebbero dieci milioni di euro

Alberto Sardo

Sembra come la palla avvelenata la discarica comunale di Caltanissetta ormai chiusa da 15 anni. Chi la tocca viene indagato, sia esso sindaco, ex sindaco, dirigente tecnico o rappresentante dell'Ambito territoriale Ato. La procura contesta il reato di disastro ambientale continuato a dieci tra amministratori comunali, dirigenti tecnici del Comune e dell'Ato Ambiente Cl1, nell'atto di chiusura delle indagini sul presunto inquinamento delle falde acquifere causate dallo sversamento di percolato nel sito di contrada Stretto-Giordano. Indagati il sindaco Giovanni Ruvolo, gli ex sindaci Michele Campisi e Salvatore Messana, l'ex presidente dell'Ato ambiente Cl1, Giuseppe Cimino, la liquidatrice dell'Ato, Elisa Ingala, il responsabile dell’area tecnica dell’Ato, Salvatore Rumeo, l’ex direttore tecnico dell’Ato, Graziano Scontrino, il direttore tecnico della discarica, Sergio Montagnino, e il geologo Michele Panzica.

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