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Renzi a Messina firma il Patto per lo sviluppo
Acquedotto, due svincoli e porto di Tremestieri

Il presidente del Consiglio completa il tour della Sicilia nella città dello Stretto dove palra degli investimenti da fare con i 332 milioni di euro del Patto. Fuori solo un centinaio di persone a protestare contro il premier

Andrea Castorina

Dopo aver trascorso la giornata tra Palermo e Trapani, il premier Matteo Renzi ha proseguito il suo tour siciliano toccando Taormina e Messina. Nella Perla dello Jonio il premier ha svolto un sopralluogo in vista del G7 presentando il logo che accompagnerà d'ora in avanti l'importante evento internazionale. Si tratta di un disegno stilizzato che riproduce i contorni del celebre Teatro Greco.

Dietro la scelta di organizzare l'incontro tra le sette nazioni più potenti al mondo c'è un retroscena, svelato dallo stesso Renzi nel corso della mattinata. «Inizialmente il G7 doveva essere organizzato in Toscana - ha spiegato - ma quando un vertice internazionale ha detto che la Sicilia è terra di mafia ho cambiato subito idea. La Sicilia impartisce lezioni di cultura da secoli e il suo lato più bello dev'essere mostrato al mondo intero. Taormina riceverà un'immagine pazzesca a livello internazionale».

Renzi ha poi raggiunto Messina per l'attesa firma del Patto per lo Sviluppo. Grazie al Masterplan la nuova Città Metropolitana presieduta dal sindaco Renato Accorinti riceverà 332 milioni di euro per finanziare importanti progetti. La cerimonia si è tenuta nell'Aula Magna del Rettorato dell'Università peloritana.

Dopo il saluto del rettore Pietro Navarra e del sindaco Accorinti, è stato il turno di Renzi. Un discorso a largo raggio il suo, ma chi si aspettava un riferimento al Ponte sullo Stretto è rimasto deluso. Il premier ha più volte ribadito la volontà di costruire l'opera, ma nella città in cui dovrebbe sorgere ha preferito virare su argomenti di carattere generale. Una scelta, forse, ben ponderata per evitare inutili incidenti istituzionali.

Renzi ha dunque parlato di lotta alla mafia e dell'importanza del ruolo dei sindaci a servizio del bene comune. Spazio poi all'accoglienza dei migranti per la quale il governo destinerà maggiori risorse ai Comuni più virtuosi. «Applichiamo un principio di giustizia e solidarietà - ha spiegato -. La Sicilia ha gestito un'emergenza e non possiamo far finta di nulla».

Il primo ministro è poi sceso nello specifico elencando i progetti che verranno finanziati con i 332 milioni di euro messi a disposizione della città metropolitana dal Masterplan. «Con sei milioni verrà sistemato l'acquedotto Fiumefreddo ed è un'opera a cui tengo moltissimo. Ci sono poi le infrastrutture con i 95 milioni per gli svincoli Giostra e Annunziata e i 72 milioni per il porto di Tremestieri con la relativa piastra logistica». Renzi non ha dubbi sulla certezza della realizzazione delle opere. «I finanziamenti sono vincolati e questo è un punto cruciale del Patto. Ci mettiamo d'accordo su dove finiranno i soldi e non verrà sprecata alcuna risorsa come invece è avvenuto in passato».

Nonostante il massiccio dispiegamento di forze dell'ordine, non si sono registrati tesioni tra i manifestanti. Erano solo un centinaio di persone ad attendere Renzi all'ingresso dell'Università. Un sit-in organizzato da partiti politici, come Rifondazione Comunista e Movimento 5 Stelle. Presenti gli esponenti messinesi del Comitato per il No in vista del prossimo referendum costituzionale del prossimo 4 dicembre.VergognaRenzi, vattene e La Costituzione non si tocca. Questi gli slogan più utilizzati. Fischi e cori anche per il presidente della Regione Rosario Crocetta che ha raggiunto l'ateneo poco prima l'inizio della cerimonia. E a proposito di Referendum, Renzi ha concluso la giornata presenziando un dibattito al Palacultura dove ha sostenuto le ragioni del Sì.

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