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Augusta, possibile riattivazione del poligono di tiro
Area chiusa per ospitare esercitazioni della Marina

Funzionante fino agli anni '90, adesso sarebbero in corso i lavori per la riapertura. Decisione motivata dai costi elevati per le esercitazioni in altre strutture, soprattutto nel Catanese. Tra le rocce intanto si trovano ancora molte munizione esplose, lì dove pascolano gli animali. Guarda le foto

Gianmarco Catalano

Foto di: Gianmarco Catalano

Foto di: Gianmarco Catalano

Il poligono militare di tiro di Augusta andrebbe verso la riattivazione. A rivelarlo sono fonti interne a Marisicilia, anche se nessuna conferma ufficiale è ancora arrivata dalle autorità, né civili né militari. «Sappiamo che lo scorso anno ci sono stati interventi di pulizia dalle erbacce in quella zona – dichiara a Meridionews Cettina Di Pietro, sindaca di Augusta - Ma della riapertura del poligono ufficialmente non sappiamo niente». Eppure, proprio in questi giorni, operai e mezzi meccanici sarebbero a lavoro per rimettere a nuovo il centro di addestramento attivo fino ai primi anni ’90. Entro l’autunno, sempre secondo indiscrezioni, l’edificio dovrà tornare a ospitare le esercitazioni del personale in divisa del comprensorio siracusano.

Fogne che sfociano in mare e pontili privati per diportisti. Comincia e continua così il golfo Xifonio di Augusta. Dall’Isola fino al lungomare Rossini e Granatello in borgata. Poi un cancello, il filo spinato e un cartello che segnala l’inizio della zona militare, compresa tra le contrade Punta Izzo e Carrubbazza. Un’area sfruttata come fronte bellico durante il secondo conflitto mondiale, dove diverse scuole del Siracusano accompagnano gli studenti in visita. Torri di vedetta, bunker, tunnel e depositi di armi costruiti anche cementificando le grotte preistoriche che lì sono insediate. Itinerari di archeologia militare affiancati, oggi, da diverse discariche abusive di materiale edile. E da ciò che rimane di un campeggio per sottufficiali: sedie in plastica, vetro, cabine distrutte, serbatoi e tubi in ferro arrugginiti.

Chilometri di scogliera interdetti ai civili, nonostante alcuni accessi adiacenti alle abitazioni private del promontorio. Lo spazio militare comprende anche tre stabilimenti elioterapici (cura con le radiazioni solari): due dei quali a uso esclusivo della Marina militare italiana e uno destinato ai dipendenti dell’arsenale marittimo. Nello specchio d’acqua antistante è vietata la balneazione. Ma di fatto viene tollerata per i frequentatori dei lidi, dove in passato erano anche presenti le postazioni del personale civile per l’assistenza ai bagnanti. Anche di recente, inoltre, il comando di Marisicilia ha più volte rilasciato l’autorizzazione per svolgervi competizioni sportive di nuoto e triathlon.

Superati gli stabilimenti estivi e varcato un altro cancello, si raggiunge la sede del poligono per ora dismesso. All’esterno dello stabile - tra le rocce e a pochi passi dal mare – giacciono ancora le munizioni esplose durante le sessioni di addestramento. Accanto, le tracce di letame del bestiame che nello stesso luogo viene portato al pascolo. A giustificare la riapertura del poligono sarebbero i costi elevati che i militari sono costretti ad affrontare per esercitarsi in altre strutture, soprattutto nel Catanese. L’ufficio stampa di Marisicilia, contattato da Meridionews, non ha ancora fatto pervenire alcun chiarimento. E infine non si sbilancia la sindaca Di Pietro, che rimane cauta: «Voglio prima verificare personalmente la notizia, poi mi esprimo». 

MeridioNews è una testata registrata presso il tribunale di Catania n.18/2014
Direttora responsabile: Claudia Campese Editore Mediaplan Soc. Coop. Sociale
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