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Le elezioni amministrative nell'Agrigentino
Tra liste leghiste e rischio default finanziario

Sono quattro i Comuni chiamati alle urne il 5 giugno: Favara, Porto Empedocle, Canicattì e Montevago. Sui primi due si allunga l'ombra del dissesto. Ipotesi che non ha impedito la moltiplicazione dei candidati a sindaco. Nella città di Camilleri è sfida tra due ex primi cittadini

Gioacchino Schicchi

I Comuni al voto sono solo quattro, ma è come se, nell'Agrigentino, nel prossimo mese di giugno si andassero a celebrare due diverse elezioni amministrative. Se per due centri, Canicattì e Montevago la partita è solo politica, per gli altri, Favara e Porto Empedocle, a gravare sulla pre-campagna elettorale è un'ombra inquietante: il rischio dissesto finanziario

Diverse le cause (nel primo caso si attendeva il via libera della Corte dei Conti sul piano di riequilibrio finanziario pluriennale, che potrebbe però rivelarsi tardivo; nel secondo è la stessa corte ad aver rilevato situazioni di grave criticità), unico il peso, enorme, che questo fatto potrebbe avere sulle future amministrazioni. Un quadro di estrema incertezza che, almeno a Favara, non ha fermato la moltiplicazione dei candidati sindaco che ad oggi sono sette. Si va dal movimento di protesta del pensionato Angelo Casà, dal nome inequivocabile (#OraBastaOraBasta), al candidato di grande coalizione, ovvero la dirigente scolastica Gabriella Bruccoleri (con lei Area popolare, Pd e Sicilia Futura), passando per il Movimento 5 stelle, che ha candidato l'avvocata Anna Alba e per i candidati civici, ovvero i consiglieri comunali uscenti Antonio Palumbo (Favara per i beni comuni), Gaetano Airò (liste civiche in fase di individuazione, ma espressione del centrodestra favarese) e due ex consiglieri comunali, Gerlando Nobile (Noi Amiamo Favara) e Antonio Valenti (liste civiche).

Più semplice, ma solo al momento, il quadro a Porto Empedocle, dove, dopo le guerre interne al Partito democratico (con tanto di annullamento del tesseramento, commissariamento del circolo e relativi ricorsi) i Dem, probabilmente insieme a Sicilia Futura, sosterranno l'ex sindaco Orazio Guarraci. Altro ex sindaco in corsa è Paolo Ferrara, sostenuto fino ad alcune settimane fa da Fare con Tosi (il sindaco leghista di Verona), prima di una brusca e vicendevole rottura, così come alla competizione, di certo, parteciperà Ida Carmina, Movimento 5 Stelle. 

Il numero sette - in tema di candidati - torna nell'altro grande centro chiamato al voto: Canicattì. Dove a contendersi la carica di primo cittadino saranno Antonio Scrimali, ex sindaco e sostenuto dalla lista civica Con Scrimali per Canicattì; Sandro Marchese Ragona, Movimento 5 Stelle; il consigliere comunale Gioacchino Asti, sostenuto da liste civiche; Ivan Paci, ex consigliere provinciale e componente dello staff del ministro Alfano, sostenuto ovviamente dal Ncd e da liste civiche; Ettore Di Ventura, anche lui ex consigliere provinciale e vincitore delle primarie all'interno del Partito Democratico; Gaetano Rizzo, attuale vice sindaco sostenuto da Sicilia Futura e l’avvocato Giovanni Salvaggio, uomo storicamente di destra e oggi in campo con alcune liste civiche. Entro i prossimi giorni, inoltre, potrebbe essere formalizzato anche un candidato del movimento Fare con Tosi, che ha già presentato una lista per il consiglio comunale.

Corsa a due, infine, per il centro di minori dimensioni tra quelli chiamati al voto, Montevago. Qui si confronteranno il sindaco uscente, Calogero Impastato, sostenuto dalla lista civica di centrosinistra Uniti per crescere , e la parlamentare regionale dell'Udc Margherita La Rocca Ruvolo, che sarà sostenuta da Area popolare e da liste civiche.

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