Edizioni MeridioNews

Edizioni MeridioNews

Edizione Sicilia

Niscemi, nuovo raid vandalico contro centro disabili
Parroco: «Mafiosi non se la prendono coi più deboli»

Nella notte tra domenica e lunedì un incendio ha danneggiato lo stabile confiscato alla mafia e affidato dal Comune alla onlus Associazione genitori di soggetti diversamente abili. Don Giuseppe Cafà condanna il gesto su Facebook, ma chiude il post con una frase che scatena polemiche

Mario Cappello

Nuovo raid vandalico contro il centro per i disabili di contrada Vituso a Niscemi, inaugurato qualche giorno fa in un bene confiscato alla mafia. Dopo l'imbrattamento con la vernice spray all'esterno dell'edificio, ignoti hanno nuovamente fatto irruzione nella notte tra domenica e lunedì dentro l'area recintata, ancora non custodita, dando fuoco al portone d'ingresso della villa, dopo aver gettato del liquido infiammabile. 

Contenuto l'ammontare dei danni, circa duemila euro, ma desta allarme il secondo episodio nel giro di pochi giorni. Mentre dopo il primo danneggiamento in tanti si erano spinti a individuare le possibili cause, oggi si assiste a un mutismo diffuso: bocche cucite tra gli investigatori e anche il sindaco Francesco La Rosa, rientrato appositamente da un viaggio istituzionale appena appresa la notizia, affida il suo rammarico a poche parole: «In questo momento è inutile sbilanciarsi, qualunque ipotesi è azzardata e rischia di essere smentita. Lasciamo spazio agli inquirenti che stanno lavorando sul caso, mi auguro che vengano arrestati gli autori». Nel frattempo il primo cittadino ha convocato una riunione di giunta comunale proprio nel centro per disabili e ha chiesto un incontro con la prefetta di Caltanissetta Maria Teresa Cucinotta. Decisioni che dimostrano la rabbia e la delusione dell'amministrazione. 

Dopo il primo episodio intimidatorio, gli inquirenti avrebbero presto accantonato la pista che porta agli ex proprietari dell'immobile, confiscato e ristrutturato dal Comune grazie al finanziamento di un milione di euro del Pon Sicurezza. Il messaggio potrebbe essere rivolto allo stesso Comune, ma non si esclude anche un avvertimento ai gestori della struttura: la Onlus Associazione genitori di soggetti diversamente abili. 

Sono destinate invece a suscitare un vespaio di polemiche le frasi di don Giuseppe Cafà, a capo della parrocchia del Sacro cuore di Gesù di Niscemi e in passato fondatore di un'associazione antiracket. Il prete, in un post sul gruppo Facebook della parrocchia, si scaglia contro gli autori del gesto, concludendo però così il suo sfogo: «Quest'atto dimostra ancora una volta che chi ha commesso questo vile gesto merito solo di essere considerato un animale criminale e non uomo e nemmeno mafioso... Perché i mafiosi non se la prendono mai con i deboli». MeridioNews ha provato a contattare don Giuseppe per chiarire il suo messaggio, ma non è stato possibile parlargli. Persone a lui vicine lo difendono, sostenendo che è stato frainteso. Intanto i parrocchiani si dividono, commentando il post. Molti parlano di un lapsus, interpretando la frase come un messaggio volto a squalificare gli autori dell'incendio. Altri però non ci stanno, come Daniele: «Spero con tutto il cuore che sia un errore, perché se non lo fosse le sue parole più che da uomo di chiesa sembrano quelle di un uomo d'onore. Don Puglisi, Borsellino e molti altri si rivolterebbero nella tomba». 

Flashnews

Tutte le Flash

MeridioNews è una testata registrata presso il tribunale di Catania n.18/2014
Direttora responsabile: Claudia Campese Editore Mediaplan Soc. Coop. Sociale
Riproduzione riservata

Infrastrutture, Sicilia spezzata

Frane, autostrade a una carreggiata, statali interrotte. Viaggio in uno dei principali fattori del mancato sviluppo della Sicilia

Nebrodi, tra mafia e rilancio

È il polmone verde più grande della Sicilia. Ma anche il luogo dove una criminalità violenta ha regnato incontrastata per anni

Muos, l'eco mostro di Niscemi

Contro l'impianto della base Usa di Niscemi, da anni si battono comitati, associazioni e cittadini

Giustizia per Emanuele Scieri

Il paracadutista siracusano è stato trovato morto nella caserma di Pisa nel 1999. Ora si cerca di ricostruire quanto successo

Mario Ciancio e la mafia

Le indagini, la richiesta di archiviazione, il rigetto del giudice per le indagini preliminari e il proscioglimento. Tutte le tappe dell'avventura giudiziaria del direttore-editore del quotidiano etneo La Sicilia, imprenditore edilizio di opere pubbliche e private

Leggi tutti i Dossier

Segnala una notizia

Utilizzando questo form puoi segnalare le tue notizie alla redazione

Invia un tuo contributo

I campi contrassegnati con * sono obbligatori

×

Abbonati a MeridioNews
il primo mese è gratuito

Raccontiamo il tuo quotidiano

×

Dall'8 luglio per leggere le notizie di MeridioNews chiediamo il tuo supporto. In cambio avrai accesso a tutti i contenuti, inclusi quelli speciali, senza pubblicità invasiva.

Disabilita AdBlock

Disabilita le estensioni "AdBlock" e ricarica la pagina per leggere MeridioNews