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Niscemi, vandalizzato centro disabili in bene confiscato
Il sindaco: «Non teppisti, ma un segnale inequivocabile»

Stanotte qualcuno ha sporcato con bombolette spray l'esterno della struttura destinata all'accoglienza dei diversamente abili che si inaugurerà domani. Per il presidente dell'associazione a cui è stato affidato il bene «è una vigliaccata verso tutta la città». Guarda le foto

Mario Cappello

Vandalizzato il centro di accoglienza per diversamente abili Rosario Livatino di Niscemi a poche ore dall’inaugurazione. La struttura, intitolata simbolicamente al giudice ragazzino, è stata realizzata su un bene confiscato alla mafia.

Nella notte i vandali si sono introdotti all’interno della struttura, rimasta incustodita, e con una bomboletta spray hanno sporcato l’esterno dell’immobile. I danni dunque non sarebbero ingenti ma, stando alle prime ipotesi, si è trattato di un segnale in occasione dell’inaugurazione. La consegna all’associazione genitori di ragazzi diversamente abili, presieduta da Walter Donato Boscaglia, è prevista infatti per domani, 21 marzo, in occasione della giornata della memoria e dell’impegno dedicata a tutte le vittime delle mafie voluta da Libera. 

Sul luogo sono intervenuti carabinieri e polizia che si sono immediatamente messi al lavoro per risalire ai responsabili del gesto. I lavori dell’immobile erano stati recentemente consegnati e rappresentavano, secondo il sindaco Francesco La Rosa, «un altro importante presidio di legalità per dare continuità all’azione dell’amministrazione comunale mirata alla tutela del diritto e del rispetto delle regole». Il fabbricato di circa 200 metri quadrati, realizzato grazie al finanziamento di un milione di euro nell’ambito del Pon sicurezza, comprende anche una sala per la riabilitazione degli ospiti. 

Boscaglia, presidente dell’Associazione genitori di soggetti diversamente abili che gestirà il centro, si è mostrato molto amareggiato e sgomento per l’atto subito. «Questa struttura ancora non è nostra, ci verrà consegnata domani, ma la sentiamo già nostra. Si è trattato di un atto che va condannato, una vigliaccata verso tutta la città, per quanto ne sappiamo potrebbe trattarsi di una ragazzata perché gli autori, una volta dentro, avrebbero potuto fare ben altro». Analisi che non convince però il primo cittadino: «Mai come ora sono convinto che si tratti di un segnale inequivocabile - sottolinea La Rosa - non l’azione di qualche teppista. Certamente è legato all’origine del bene confiscato alla criminalità. Sono stato io a scoprire l’imbrattamento questa mattina, quando mi sono recato sul posto per accertarmi che tutto fosse in ordine per la consegna di domani». 

L’inaugurazione avverrà comunque. «Sarà la nostra risposta - spiega il primo cittadino - se a qualcuno dà fastidio che un bene confiscato alla mafia sia affidato alle associazioni sane dovrà farsene una ragione. Noi andiamo avanti». 

La cerimonia prevede, tra l’altro, la presenza delle più alte cariche territroriali tra cui il sindaco di Niscemi Francesco La Rosa, la prefetta di Caltanissetta Maria Teresa Cucinotta, l’onorevole Nello Musumeci, presidente della Commissione regionale antimafia; il presidente della Corte d’Appello di Caltanissetta Salvatore Cardinale, il procuratore della Repubblica di Gela Lucia Lotti, il questore di Caltanissetta Bruno Megale e il colonnello Gerardo Pititto, comandante provinciale dei carabinieri.

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