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Gela, piccoli campioni crescono per strada
Dieci titoli siciliani allenandosi tra cani e auto

Giovani dalle grandi potenzialità ma senza una pista di altetica. Costretti a compiere gli allenamenti all'aperto, senza docce né spogliatoi. Nonostante gli ottimi risultati a livello regionale. È la situazione della Young Runner Gela, associazione allenata da Massimo Bianca. «Avranno le loro chances altrove»

Andrea Turco

Nel 2015 hanno vinto dieci titoli siciliani, centrando pure cinque record regionali. Sono giovani atleti, di età compresa tra i dieci e i 18 anni. Il 10 gennaio verranno premiati dalla Fidal (Federazione italiana di atletica leggera). Ma si allenano da anni per strada, in assenza di strutture e di sponsor. È la triste realtà della Young Runner, associazione allenata da Massimo Bianca e presieduta da Giacomo Licata. A Gela infatti, dopo decenni di carenze colmate solo da soluzioni di fortuna, esistono due palazzetti dello sport, a pochi di metri di distanza l'uno dall'altro, ma non c'è una pista di atletica. 

Così i giovani atleti si ritrovano ogni pomeriggio a correre e allenarsi per le strade del nuovo quartiere La Cittadella. E, beffa delle beffe, corrono avanti e indietro tra i due palazzetti, il PalaLivatino di competenza provinciale e il PalaCossiga di competenza comunale. «Oltre alla pista che non c'è, mancano anche le docce e gli spogliatoi – fanno notare i piccoli ginnasti -. Quando corriamo per strada ci capita di essere inseguiti dai cani o di rischiare di essere investiti dalle auto». In un freddo pomeriggio d'inverno, arrivano alla spicciolata intorno alle 16. Alle carenze sembrano averci fatto l'abitudine. Sono giovanissimi e già disillusi. Tra gli altri ci sono Clara e Mario, il figlio dell'allenatore. Mancano Giorgia Di Vara, che vanta il record siciliano nei 400 ostacoli battuto dopo 33 anni, e Samuele Licata, stabile ai primi posti in varie discipline a livello regionale. 

Si cambiano d'abito all'aperto e, dopo il riscaldamento per le strade, tornano nello spazio antistante il PalaCossiga. Dove hanno allestito un tentativo di pista e qualche attrezzo: anelli, gommone, ostacoli, tappeti. Tutto a proprie spese o, come è capitato dopo un furto, aiutati da una società di Catania. Al palazzetto dello sport non possono accedere neanche per utilizzare i bagni o gli spogliatoi. In attesa che giunga l'allenatore Massimo Bianca, ex atleta anche lui e poliziotto al commissariato di Gela, a farci da guida è Carmelo Ferrera. Ormai una mascotte per i ragazzi e le ragazze della Young Runner, Ferrera si è avvicinato al mondo dell'atletica amatoriale a 60 anni suonati e già vanta ottimi risultati. 

Spesso si allenano insieme. Anche per Ferrera la situazione è paradossale. «Sono bravi ragazzi ed ottimi atleti – dice -. Io a loro voglio bene, e non riesco a capire come nessuno qui li sappia aiutare e valorizzare». Gli fa eco Bianca, originario di Siracusa ma ormai gelese d'adozione. «I ragazzi e le ragazze gareggiano ad alti vertici, spesso contro atleti d'età superiore. Avranno le loro chances altrove. Io gli spiano la strada». Per poi donare all'intera vicenda una luce nuova. «Il vero paradosso è che adesso ci sono le strutture sportive, ma non ci sono più le squadre. Per me lo sport ha una funzione sociale, è una valvola per non deviare, per togliere i ragazzi dalla strada e dalle sirene della delinquenza. Lo sport ai miei tempi era gratuito, ora invece lo fai se hai soldi». 

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