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Messina, si rompe di nuovo l'acquedotto
Stop erogazione, «bypass attivo pomeriggio»

Uno smottamento ha nuovamente danneggiato la condotta di Fiumefreddo. L'erogazione è già stata sospesa. «Ci stiamo recando sul posto per vedere l'entità del danno, valuteremo di attivare anche il bypass», spiega il direttore dell'Amam. Renzi manda la protezione civile nazionale. In aggiornamento

Non c'è pace per Messina. Una frana ha nuovamente danneggiato la condotta dell'acquedotto di Fiumefreddo in territorio di Calatabiano, nel Catanese. L'erogazione dell'acqua verso la città dello Stretto è stata già nuovamente interrotta e in alcune case i rubinetti sono a secco. «Ci stiamo recando sul posto per vedere l'entità del danno, comunque valuteremo di attivare anche il bypass», ha affermato Luigi La Rosa, direttore dell'Amam, la società che gestisce l'infrastruttura. Il presidente del consiglio Matteo Renzi ha disposto l'invio della protezione civile nazionale. 

L'Amministrazione comunale, guidata dal sindaco Renato Accorinti, ha scritto una nota alla Prefettura di Messina e agli altri soggetti interessati: «Alle 8.20 di questa mattina il presidio di monitoraggio dei luoghi interessati dal cedimento e dalla riparazione della conduttura dell’acquedotto 'Fiumefreddo', garantito dall’Amam in continuità nell’arco delle 24 ore, ha rilevato un avvallamento del terreno e una fuoriuscita d’acqua dai dreni appositamente lasciati dopo la riparazione». Quindi conferma che la società «ha sospeso l’immissione di acqua e ha immediatamente inviato sul luogo i dirigenti tecnici per valutare lo stato dei fatti. Allo stesso tempo - si legge ancora nella nota - si è immediatamente contattata Sicilia Acque, al fine di attivare con la massima urgenza il bypass approntato nei giorni scorsi. Le verifiche effettuate hanno riscontrato l’esistenza in atto di un nuovo movimento franoso a monte, che interessa anche la zona della condotta, la quale è risultata nuovamente danneggiata dall’evento». Ad aggiungere gravità al problema è che la frana in movimento crea pericolo e «al momento ogni intervento è stato sospeso». 

Nel primo pomeriggio è intervenuto anche Palazzo Chigi. «Alla luce del verificarsi di nuove criticità nell'erogazione idrica a Messina - si legge nella nota ufficiale - e del perdurare di pesanti disagi per la cittadinanza, la Presidenza del Consiglio ha disposto l'immediato invio in loco di uomini della Protezione civile nazionale, coordinati sul posto dal capo della struttura, ingegner Fabrizio Curcio». La Prefettura di Messina fa sapere che è stata attivata l'unità di crisi. «I tecnici - spiegano dal palazzo di governo - stanno verificando se trattasi di rottura o lesione. Certamente, viste le condizioni precarie del terreno su cui poggia la condotta, divengono urgenti le attività di ancoraggio della condotta stessa e di consolidamento della collina, peraltro già segnalate al Comune di Messina, all'Azienda erogatrice delle risorse idriche e alla Protezione civile regionale». In tal senso, Curcio, a margine di un sopralluogo effettuato a Calatabiano, ha dichiarato: «La frana ha un versante importante, bisogna capire anche quanto è profondo». Oggi pomeriggio, inoltre, è prevista anche una riunione volta a pianificare la distribuzione dell’acqua con le autobotti, «atteso - precisa la questura che il bypass di collegamento alla condotta proveniente dall’Alcantara, la cui attivazione è prevista per lo stesso pomeriggio, consentirà un approvvigionamento idrico pari ad un terzo della portata attuale». 

Appena tre giorni fa l'acqua era tornata gradualmente nelle case dei Messinesi dopo l'intervento di riparazione della condotta, rotta da una frana sempre a Calatabiano. Il capoluogo peloritano è rimasto per una settimana senza il prezioso liquido. La paura è che scoppi nuovamente l'emergenza. Anche se l'Amam e il Comune nei giorni scorsi hanno sottolineato l'importanza della creazione di un bypass tra l'acquedotto Fiumefreddo e quello dell'Alcantara, attivabile in caso di necessità per garantire l'erogazione. 

«La nuova falla non è nello stesso punto riparato, ma circa dodici metri più a monte, sempre in zona a rischio idrogeologico», spiega il sindaco di Calatabiano, Giuseppe Intelisano. Al momento l'erogazione è stata sospesa. I serbatoi a Messina sono ancora pieni, ma questo non è sufficiente a garantire una regolare erogazione. Si attende quindi l'attivazione del bypass con l'acquedotto Alcantara. A tal proposito il Comune scrive che «l’azienda Sicilia Acque ha garantito l’invio entro le 12 di una squadra per il completamento dell’intervento, secondo quanto concordato nei giorni scorsi».

MeridioNews è una testata registrata presso il tribunale di Catania n.18/2014
Direttora responsabile: Claudia Campese Editore Mediaplan Soc. Coop. Sociale
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