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Muos, denuncia contro la sentenza del Cga
«Ministri per la perizia non estranei al giudizio»

L'associazione Rita Atria ha presentato un esposto nei confronti del presidente e di un altro componente del collegio che ha ribaltato in parte la decisione di primo grado del Tar. Critiche alla decisione di nominare tre ministri verificatori, per le spese addossate al Comune di Niscemi e per la possibile incompatibilità dei due giudici

Salvo Catalano

Possono tre ministri - quelli di Ambiente, Salute e Trasporti - decidere sulla pericolosità del Muos di Niscemi, in un giudizio in cui una delle parti in causa è il ministero della Difesa, quindi il governo di cui anche loro fanno parte? Secondo l'associazione Rita Atria no e oggi, tramite il suo legale Goffredo D'Antona, ha presentato un esposto denuncia alla procura di Palermo contro la sentenza del Cga che ha smentito in parte quella di primo grado del Tar. Il Consiglio di giustizia amministrativa ha affidato il compito di una nuova perizia a un organo formato da cinque verificatori: i tre ministri pro tempore e due tecnici. Ma è proprio sulla presunta incompatibilità dei primi che l'associazione antimafie punta il dito. Non solo una questione di opportunità, ma la possibile violazione di un preciso articolo di legge: il numero 19 del codice del processo amministrativo e il conseguente abuso d'ufficio. La norma richiamata afferma che come consulenti di un giudice «non possono essere nominati coloro che prestano attività in favore delle parti del giudizio. La verificazione - continua l'articolo 19 - è affidata a un organismo pubblico, estraneo alle parti del giudizio, munito di specifiche competenze tecniche».

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