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Messina, il sindaco Accorinti alla prova del porta a porta
Nodo nevralgico della criticata politica ambientale

E' stato eletto facendo della tutela dell'ambiente uno dei cavalli di battaglia. Poi è stato criticato dai Verdi e da una parte dell'associazionismo per le scelte sull'impianto di biostabilizzazione. Adesso nella città dello Stretto per la prima volta parte la differenziata. Si inizia dalle periferie. «Metà città, entro fine anno, sarà coperta dal porta a porta»

Fabio Bonasera

«Aprile potrebbe essere il mese della svolta». L’auspicio è di Daniele Ialacqua, assessore all’Ambiente del Comune di Messina. La città dello Stretto si candida al ruolo di pioniera, in Sicilia, nel settore dei rifiuti, grazie alla raccolta porta a porta differenziata il cui avvio è programmato per il prossimo 13 aprile nella prima e nella sesta circoscrizione. Ovvero, quelle poste alle due estremità del territorio urbano. Circa 4.800 le famiglie interessate, per un totale di 12mila abitanti. «I villaggi coinvolti – racconta l’assessore - sono, a Nord, Ganzirri e Torre Faro e, a sud, Pezzolo, Altolia, Giampilieri Superiore e Briga Superiore. Abbiamo predisposto anche delle assemblee per informare la cittadinanza. Il prossimo 25 marzo, per esempio, si terrà un incontro a Ganzirri, organizzato tramite la parrocchia. Procederemo pure alla distribuzione di volantini prodotti da Messinambiente. Non si prevedono costi aggiuntivi, poiché – prosegue l’amministratore – nelle zone in questione il porta a porta si effettua già, sebbene in maniera indifferenziata». 

Da aprile, invece, i rifiuti saranno differenziati e prelevati in giorni e orari prefissati e preventivamente comunicati all’utenza. Un nuovo impulso alle procedure per la raccolta differenziata è stato dato da Ialacqua a partire dallo scorso novembre, quando Messina ha iniziato a conferire a Motta Sant’Anastasia, in virtù dei costi maggiori rispetto a quelli sostenuti servendosi della discarica di Mazzarrà Sant’Andreafinita sotto sequestro a causa di un’indagine giudiziaria della Procura di Barcellona Pozzo di Gotto

Il progetto di palazzo Zanca è quello di estendere la raccolta porta a porta differenziata a quasi la metà degli abitanti. A disposizione 4 milioni e mezzo di euro, 900mila dei quali a carico del Comune. Lo scorso gennaio è stato notificato il decreto di finanziamento regionale vistato dalla Corte dei conti. «Entro la fine del mese – ammette l’assessore – spero che in giunta possa essere approvata la delibera comunale che consenta di espletare la gara. Per la copertura finanziaria abbiamo in mente un paio di soluzioni che ci permettano di non gravare sulla Tari». L’auspicio, dettato dalla necessità di rimanere con i piedi ben ancorati al suolo, è che il servizio possa partire dopo l’estate. «La delibera dovrà transitare in Consiglio dove non penso che incontrerà resistenze. Ipotizzando che venga approvata entro aprile, ci vorranno 45 giorni per l’affissione del bando che è già pronto». 

Dato l’importo, spetterà all’Urega (Ufficio regionale per l’espletamento di gare per l’appalto di lavori pubblici) indire la gara. «Trattandosi di un servizio – continua – non dovremmo incontrare particolari intoppi. Al Comune, che ha rilevato il progetto dall’Ato3, ormai in liquidazione, spetterà di comprare mezzi e attrezzature, per poi procedere all’affidamento». Il progetto iniziale prevedeva di coinvolgere circa 60mila cittadini. Oggi, l’obiettivo è di ampliare lo spettro fino a 100mila unità: «Metà città, entro la fine dell’anno, sarà coperta dal porta a porta». Con una positiva ricaduta a cascata dal momento che nelle zone rimaste scoperte sarà possibile concentrare tutte le rimanenti risorse. «Sono ancora da valutare le zone che rimarranno escluse dal porta a porta – riferisce l’assessore – inizialmente pensavamo di concentrarla nelle zone collinari, ora stiamo ragionando su zone omogenee. Potrebbe sembrare discriminatorio ma favorirebbe una gestione migliore, dividendo la città tra nord, sud e centro». 

In attesa della risposta che il porta a porta darà nella prima e sesta circoscrizione, Ialacqua rende nota anche la disposizione di un nuovo minicam a San Liandro: «Si tratta di una micro isola ecologica. Ce n’è già un’altra a Castanea. Altre quattro sono in via di sistemazione. Verranno usate come postazioni fisse per la differenziata. Con lo scontrino rilasciato si potranno ottenere sconti sulla Tari. Parallelamente, saranno sistemati i raccoglitori della differenziata filostrada, razionalizzando i cassonetti in strada, collocandoli in ecopunti che permetteranno di conferire più facilmente». 

La politica ambientale della giunta di Renato Accorinti ha suscitato non poche polemiche, generando una frattura, per esempio, con i Verdi. Materia del contendere, tra le altre, l’impianto di biostabilizzazione di Pace. «Le ultime notizie che ho dalla Regione – confessa Ialacqua – risalgono allo scorso febbraio. Mi avevano detto che avrebbero verificato la presenza o meno di ricorsi per passare all’affidamento definitivo della gara e al perfezionamento degli atti progettuali che la ditta deve indicare. La prossima settimana tornerò in Regione». Per il completamento si prevedono meno di 10 mesi. «Si deve realizzare il progetto esecutivo. Occorrerà circa un mese e mezzo. A quel punto potranno iniziare i lavori». Entro fine mese dovrebbe invece essere affidata la gestione dell’impianto per la valorizzazione della frazione secca: «Serve l’impianto giusto per la gestione della differenziata. Speriamo che aprile sia il mese decisivo. Al posto delle 10 tonnellate attuali al giorno, potremo conferirne 100, mettendoci anche a disposizione del comuni della provincia, con tutti i benefici del caso». 

Da recuperare c’è un gap che arriva da molto lontano: «Lo scorso dicembre, con la differenziata, eravamo al 10 per cento. La media del 2014 sarà leggermente inferiore. Nel primo trimestre 2015, confidiamo sia aumentata grazie alla maggiore affluenza nelle isole ecologiche». Numeri che, tuttavia, nulla hanno a che vedere con gli standard di legge: «Nel 2012 avremmo dovuto essere al 50 per cento. Entro il 2015 al 75 per cento. Nessuno in Sicilia è in grado di rispettare questi livelli, raggiungibili solo con il porta a porta». La strada che conduce a una gestione virtuosa dei rifiuti è ancora lunga e costellata da insidie. Lo stesso Alessio Ciacci, commissario liquidatore di Messinambiente, la municipalizzata che si occupa del servizio, appena qualche tempo fa si è visto ridurre il compenso annuo da 61mila a 36mila euro, con l’abolizione dei rimborsi extra per vitto e alloggio e il solo riconoscimento delle spese di viaggio. 

Il guru della strategia rifiuti zero, Personaggio Ambiente 2012, a febbraio, era finito nel mirino del consigliere de Il Megafono, Angelo Burrascano, che aveva inoltrato un’interrogazione all’Autorità nazionale anticorruzione e alla Corte dei conti. L’ex assessore di Capannori, tra marzo e novembre 2014, sarebbe costato alla pubblica amministrazione, tra spese di ospitalità, pranzi e cene di rappresentanza, altri 23mila 196 euro. Non solo ombre, in ogni caso. A partire dal recente gemellaggio di Messina con la città di Barletta, che con 100mila abitanti ha superato il 70 per cento di raccolta differenziata in pochi mesi. Senza dimenticare il progetto Salvacarta, presentato lo scorso 10 marzo, che prevede la distribuzione di 850 speciali contenitori per la raccolta di carta e cartone in dieci uffici giudiziari del Tribunale e sessanta scuole pubbliche, insieme all’affissione di locandine e alla distribuzione di materiali didattici e informativi destinati agli insegnanti.

MeridioNews è una testata registrata presso il tribunale di Catania n.18/2014
Direttora responsabile: Claudia Campese Editore Mediaplan Soc. Coop. Sociale
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