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Fiat Termini, tempo scaduto
Oggi l'ultima chance di salvezza

La cassa integrazione per i 760 dipendenti scadrà a fine anno. Il Governo nazionale sembra intenzionato a non concedere proroghe. Mentre sfuma il progetto Grifa, stamattina al Mise, l'incontro con la Metec, ennesima società che sarebbe interessata al sito. Una farsa che va avanti dal 2011

Antonella Sferrazza

Era il 26 Novembre del 2011 quando la Fiat chiudeva i cancelli dello stabilimento siciliano di Termini Imerese, in provincia di Palermo. 

Da allora, per i circa 760 dipendenti, è cominciato l'incubo. Fatto di annunci e di promesse di rilancio. Di progetti fantasma e di società pronte a venire in Sicilia più per salvare se stesse che il sito termitano. Di una politica interessata alla vertenza alla vigilia delle campagne elettorali, salvo poi sparire nel nulla. 

Una farsa che è arrivata al suo capitolo finale. A fine anno, tra pochi giorni dunque, la cassa integrazione in deroga per gli operai giungerà al suo termine. I licenziamenti sono ormai alle porte. 

Oggi, alle 12, l' ennesimo incontro al Ministero dello Sviluppo economico. Dopo l'ultima bolla di sapone della Grifa, il gruppo che avrebbe dovuto costruire auto ibride, ma che da subito ha destato grossi dubbi sulla sua solidità finanziaria (che non c'è), un' altra azienda, venuta fuori come un coniglio dal capello di un mago, presenterà il suo piano industriale. 

Si tratta della Metec, gruppo industriale che opera nella componentistica e ha tra i suoi principali clienti Fiat.

 «A fine anno scadrà la casa integrazione per gli ex lavoratori Fiat - ricorda il leader Fiom Cgil della Sicilia, Roberto Mastrosimone -e noi chiediamo la proroga della cassa integrazione, in attesa di capire cosa accadrà con Metec». 

Che succederà? Il Governo nazionale, finora, ha escluso la proroga così come il Lingotto ha escluso la possibilità di fermare i licenziamenti. 

Il leader nazionale della Fiom, Maurizio Landini, ricorda a Matteo Renzi le sue promesse: 

«Ad agosto Renzi disse che il fallimento del rilancio di Termini Imerese avrebbe comportato il fallimento della politica e del governo: voglio prendere sul serio quelle parole pronunciate dal premier. Proprio per quanto detto da Renzi – aggiunge Landini – dal governo mi aspetto saggezza, non ci chieda di firmare accordi di fede, ma conceda più tempo per valutare il piano industriale di Metec, prorogando di qualche mese la cig in deroga per tutti i lavoratori, di Fiat e dell’indotto».

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