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Leoluca Orlando e i grillini insieme contro le trivelle
Pronta una legge-voto per bloccare l'assalto dei petrolieri

Oggi, all'Ars, una conferenza stampa che ha sancito un'inedita alleanza tra il Sindaco di Palermo e presidente di ANCI Sicilia e i parlamentari del Movimento 5 Stelle. L'obiettivo, adesso, è battere l'ascarismo presente nel Parlamento siciliano e tra i parlamentari dell'Isola eletti a Roma. Venerdì manifestazione a Palermo indetta dai sindacati

Giulio Ambrosetti

L'opposizione alle trivelle che rischiano di massacrare il Canale di Sicilia e anche la terraferma della nostra Isola dà luogo a un'alleanza per certi versi inedita: quella tra il Movimento 5 Stelle e il Sindaco di Palermo, Leoluca Orlando, nelle vesti, però, di presidente dell'ANCI Sicilia, l'Associazione Nazionale dei Comuni Italiani. 

Insomma, stamattina a Palermo, a Palazzo Reale, sede del Parlamento dell'Isola, i grillini e il rappresentante di tutti i Comuni siciliani - insieme ad alcune associazioni ambientaliste - hanno fatto il punto della situazione sull'assalto che i petrolieri stanno tentando di portare avanti dalle nostre parti, appoggiati dall'accoppiata Governo Renzi-Governo Crocetta.  

L'occasione per presentare una serie di iniziative, a cominciare da una legge-voto che punta a stoppare l’articolo 38 del decreto Sblocca Italia che porta la firma del Governo Renzi. Decreto convertito in legge dall'attuale Parlamento italiano. Un provvedimento che, si legge nel comunicato, «rischia di spianare la strada alle trivelle in gran parte della Sicilia».

La parola passa, adesso, al Parlamento siciliano che dovrebbe approvare questa legge-voto. Poi - ammesso che Sala d'Ercole l'approvi - toccherà ai parlamentari nazionali eletti in Sicilia di farlo approvare dal Parlamento nazionale. 

Di fatto, sarà una doppia prova contro l'ascarismo, intendendosi, con tale accezione, la capacità - manifestata spesso dai parlamentari siciliani, nazionali e regionali - di svendere la propria terra a chi vuole saccheggiarla. Insomma, questa legge-voto dovrà superare l'ascarismo presente all'Ars, l'ascarismo presente tra i parlamentari nazionali eletti in Sicilia (non è difficile immaginare come si schiereranno, tanto per citare esempi concreti, i deputati della Camera che hanno votato a favore del furto con destrezza dei fondi Pac alla Sicilia in particolare e al Sud in generale...). Quindi, superati questi due scogli, il Parlamento nazionale dovrebbe approvare una legge-voto per tutelare la Sicilia dai famelici petrolieri sponsorizzati da Renzi e Crocetta. 

L'ANCI Sicilia e i grillini, però, ci stanno provando. Accanto a loro potrebbero scendere in campo parlamentari del Pd che hanno manifestato dissenso verso le trivelle. E magari anche altri esponenti politici. Chissà. La Commissione Ambiente dell'Ars - sempre a proposito dei petrolieri - ha approvato anche la proposta di referendum abrogativo dello stesso articolo 38, mentre in precedenza sono state approvate da Sala d’Ercole due mozioni a firma delle parlamentari regionali grilline, Valentina Palmeri e Angela Foti e un ordine del giorno a firma di un altro deputato all'Ars del Movimento di Grillo, Matteo Mangiacavallo.

La mozione Palmeri ha impegnato il Governo a fermare la ricerca sulla terraferma per mettere al riparo l’isola da possibili rischi sismici, quella a firma Foti a stoppare i petrolieri nel Canale di Sicilia con la costituzione di zone a tutela biologica, mentre l’atto a firma di Mangiacavallo mira all’abrogazione degli articoli 37 e 38 con il ricorso al referendum e alla Corte costituzionale.

«Sono tutti atti - dice il presidente Cinquestelle della Commissione Ambiente, Giampiero Trizzino - che dovrebbero mettere la Sicilia in una botte di ferro - ma che invece rischiano di rimanere carta straccia. Non è un segreto che le intenzioni del Governo marciano in direzione opposta, come non è una novità che questo esecutivo ha mostrato in tantissime occasioni di snobbare il Parlamento, calpestando clamorosamente le sue determinazioni. Un fatto indecente e inaccettabile. E questo, nel caso delle ricerche petrolifere, solo per perseguire vantaggi economici che sono solo ipotetici, contro rischi certi per la salute, per l’ambiente e per l’economia della Sicilia».

Valentina Palmeri ha definito l'accordo con Assomineraria ed i petrolieri una regalia di Crocetta, che tratta con disprezzo gli atti parlamentari del Movimento. «La nostra - ha detto - è una battaglia che va verso una concezione nuova di sviluppo, indirizzata verso la terza rivoluzione industriale, è una battaglia per restituire la sovranità ai cittadini».

Per Angela Foti, quella portata avanti dal Movimento non è una battaglia contro qualcosa o qualcuno: al contrario, «è una battaglia pro-marineria e a tutela della pesca, che dalle trivellazioni uscirebbero con le ossa rotte. Crocetta mette davanti agli occhi la carota di cartone dell'occupazione e delle entrare a fronte di bastonate reali per i siciliani».

Il Sindaco di Palermo, Orlando, si è soffermato sui temi legati alla sicurezza, che, ha detto, «si può anche dare per assodata. Il problema - ha detto aggiunto il presidente di ANCI Sicilia - e del tipo di sviluppo che si vuole perseguire, che deve essere di tipo sostenibile».

Dal Movimento 5 Stelle è arrivato anche l’invito a partecipare al sit in organizzato dai sindacaci in, a Palermo, in piazza Indipendenza per il pomeriggio di venerdì 19 dicembre (cioè dopodomani).

«Noi - hanno sottolineato i deputati M5S - aderiamo senza se e senza ma, e speriamo che in piazza vengano tantissimi siciliani. E’ ora che si capisca che l’ambente è patrimonio di tutti non solo di alcuni».

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