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Elezioni in vista anche in Sicilia
Gibiino: «Se a Maggio si vota a Roma, si voterà anche qui»

Parla il coordinatore regionale di Forza Italia. Che oggi ha sancito la tregua di Sant'Ambrogio con Gianfranco Micciché. Lasciandosi dietro Saverio Romano che continua a polemizzare. L'obiettivo dei berlusconiani è conquistare il 30%  in vista di una riapertura delle urne molto probabile sia a livello nazionale che regionale

Antonella Sferrazza

«E' tempo di serrare i bulloni e partire». Così il coordinatore regionale di Forza Italia, Vincenzo Gibiino, commenta l'incontro di oggi con Gianfranco Micciché  a Sant'Ambrogio, nel buen retiro del leader di Grande Sud, sulle colline di Cefalù. 

Un incontro che ha sancito la tregua tra i due, dopo giorni di malumori, più o meno ufficiali, sorti intorno alle nomine dei coordinatori territoriali scelti direttamente in sintonia con Silvio Berlusconi e senza il parere di Micciché o di Saverio Romano, che, infatti, continua a polemizzare. 

«Io e Micciché lavoriamo insieme dal 1996- dice a Meridionews Gibiino- parlare di tregua mi sembra eccessivo perché non c'è mai stata una contrapposizione. Oggi ci siamo visti per accelerare sulle cose da fare. La politica non è un fatto personale, ma è la scelta di una classe dirigente valida che possa mettersi al servizio del territorio. E di cose da fare in Sicilia non ne mancano». 

Gibiino tergiversa su Saverio Romano, che via Twitter, ha ironizzato sull'incontro con Micciché («Sono stati presi in considerazione i problemi economici e occupazionali, buone speranza per la Sicilia» scrive sul social network l'ex Ministro). 

«Non voglio fare polemiche con nessuno- dice a Meridionews- ripeto io e Gianfranco ci siamo visti per parlare di cose da fare. Bisogna capire che la politica deve andare oltre gli egoismi e gli egocentrismi»

Si riferisce a Romano?

«Se ci fosse un Governo che governa mi augurerei di non tornare alle urne. Ma non è così. Il Governo Renzi non è in grado di portare avanti nessuna riforma. E quelle che propone sono insostenibili. Scomporre questo quadro non è un male»

«Mi riferisco a molti politici e a molti partiti». Insomma, si riferisce a lui. Romano, dunque, pare restare solo in una zattera, quella degli ex democristiani, dispersa in mezzo al mare. 

Gibiino va avanti per la sua strada con un obiettivo: «In Sicilia possiamo tornare a riconquistare un grande consenso. Puntiamo almeno al 30%. E, se guardiamo alle europee, con la Sicilia che è stata la seconda regione che ha dato più voti a Forza Italia, penso che possiamo farcela. Anche perché  il Governo Crocetta, con tutto i suoi disastri, sta aprendo gli occhi ai siciliani mentre anche il Movimento 5 Stelle perde consensi». 

Va da sé che se si parla di percentuali di voto, si cominciano ad intravedere elezioni all'orizzonte. In effetti, a livello nazionale, sono date quasi per certe. O no? 

«Se ci fosse un Governo che governa mi augurerei di no. Ma non è così. Il Governo Renzi non è in grado di portare avanti nessuna riforma. E quelle che propone sono insostenibili. Scomporre questo quadro non è un male». 

Un esempio di provvedimenti insostenibili?

«Sicuramente il decreto Sblocca Italia con le sue trivelle e gli altri provvedimenti dannosi non solo per la Sicilia ma per tutta l'Italia».  

«Chiaro che- sottolinea il coordinatore regionale di Forza Italia- se a Maggio si va a votare a Roma, 90 giorni dopo di voterà anche qui».

Non c'è tempo da perdere allora. Un accordo con Micciché che, comunque, alle europee, ha portato a casa il risultato di 50mila voti, più preziosi che mai di questi tempi, diventa quanto mai strategico in vista di un nuovo voto in Sicilia. Pazienza se si perde per strada Romano, che con il suo candidato, sempre alle europee, non ha brillato e che, comunque, ormai è troppo vicino a Raffaele Fitto, il più ribelle dei berlusconiani. 

Sull'incontro Gibiino-Micciché interviene anche Vincenzo Figuccia, deputato regionale fresco fresco di nomina: è il nuovo coordinatore provinciale dei berlusconiani a Palermo: 

«L'incontro è stato animato da un sano spirito costruttivo, che ha visto l'esperienza di Gianfranco Miccichè, oggi padre nobile di Forza Italia in Sicilia, coniugarsi perfettamente con tutte le energie presenti nel territorio, al fine di rilanciare il movimento di Silvio Berlusconi attraverso una partecipazione dal basso, capace di veicolare i valori liberali su cui si fonda Forza Italia sin dai tempi della discesa in campo del Cavaliere nel '94». 

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