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Youth Guarantee agli sportellisti: arrivederci a forse mai
E sulla Formazione niente Cassa integrazione per il 2015

In una nota il responsabile della Cisl siciliana di questo settore, Giovanni Migliore, fa il punto della situazione. Racconta di incontri con la dottoressa Anna Rosa Corsello e con i vertici del Ciapi di Priolo. I debiti della Regione siciliana verso l'Inps. E la domanda a Giuseppe Milazzo a Crocetta: «Che fine hanno fatti i 300 milioni di euro risparmiati?»   

Giulio Ambrosetti

Brutte notizie per i dipendenti della Formazione professionale siciliana. In una nota a firma di Giovanni Migliore, responsabile del settore della Cisl siciliana, il quadro che viene fuori è a tinte fosche. Ci sono problemi per la Cassa integrazione e problemi per i circa mille e 800 dipendenti licenziati dopo la chiusura degli Sportelli multifunzionali. Il tutto in un contesto di grande confusione creata dal nuovo assessore regionale, Mariella Lo Bello, con i trasferimenti di personale decisi senza consultare i sindacati.

Migliore parla di un incontro, avvenuto giovedì scorso, con la dirigente generale del dipartimento regionale Lavoro, Anna Rosa Corsello. Tema affrontato: la Cassa integrazione per i circa 4 mila dipendenti del settore licenziati. «L’incontro - scrive Migliore - si è ritenuto necessario a seguito del decreto interministeriale n. 83473 del 1 agosto 2014 a firma dei Ministri Poletti e Padoan in materia di ammortizzatori in deroga. Tale decreto è intervenuto per dettare nuove regole in materia e, di fatto, ha limitato l’accesso introducendo il tema della concessione limitatamente alle …imprese di cui all’articolo 2082 del codice civile».

Morale: niente Cassa integrazione nel 2015 per i dipendenti della Formazione professionale siciliana licenziati. Questo ammortizzatore sociale è stato riconosciuto solo per quest’anno, dal 3 agosto al 31 dicembre, solo «…entro il limite di spesa di euro 70.000.000 e comunque in misura non superiore al 5 per cento delle risorse ad esse attribuite ai sensi dell’art. 6, comma 3 del sopra citato decreto interministeriale».

«Abbiamo sottolineato - dice sempre il sindacalista della Cisl - che la causa dei ritardi per le convocazioni dei tavoli sono addebitabili a decisioni del dipartimento Lavoro e che, quindi, va recuperato il danno creato concedendo la Cassa per il periodo richiesto e non fino al 31 luglio. Nonostante la nostra richiesta, l’Amministrazione darà disposizioni ai Centri per l’Impiego della Sicilia per convocare immediatamente i tavoli istituzionali per le Cassa integrazione in deroga richiesta entro il 31 luglio di quest’anno solo per la filiera dei servizi formativi e per gli enti definanziati, che verrà concessa sempre fino al 31 luglio 2014».

Leggendo la nota di Migliore apprendiamo che la Regione siciliana deve all’Inps circa 42 milioni di euro. Aggiunge Migliore: «Bisognerà aspettare la ripartizione delle nuove risorse da parte del Governo centrale ed il reperimento delle altre risorse anche dai fondi Pac (dei 240 milioni ancora disponibili se ne potrebbero utilizzare 150, ma manca ancora il piano straordinario per l’occupazione e, quindi, se la Regione non lo predispone ed approva entro l’anno 2014 si rischia il disimpegno)».

Il sindacalista della Cisl parla anche di Youth Guarantee (Garanzia Giovani). Racconta di un incontro, sempre con la dottoressa Corsello, e con i vertici del Ciapi di Priolo. Dove ha appreso che Regione a Ciapi non hanno alcuna intenzione di procedere all’assunzione dei circa mille e 800 ex sportellisti per almeno sei mesi. 

Insomma: hanno licenziato quasi mille e 800 persone dicendo che sarebbero stati assunti dal Ciapi di Priolo. Poi l’assunzione è diventata a tempo determinato. Poi il tempo determinato è diventato sei mesi. Oggi non ci sono nemmeno questi sei mesi. Come si dice dalle nostre parti, iamu sempri a scinniri... Forse aveva ragione l’ex segretario generale della Cisl, Maurizio Bernava - non a caso ‘promosso a Roma’ - quando diceva che la storia delle assunzioni presso il Ciapi di Priolo era una presa in giro?

Migliore racconta di aver chiesto «un intervento urgente alla dirigente dell’assessorato per trovare la soluzione entro i prossimi giorni, soluzione che consenta di assumere tutti gli operatori per almeno 6 mesi e scongiuri la revoca del finanziamento da parte del Ministero che sarebbe una beffa per i giovani siciliani e per i lavoratori della filiera».

Il sindacalista della Cisl ha anche chiesto la convocazione di una riunione al neo assessore al Lavoro, Bruno Caruso, per affrontare i temi della strutturazione dei servizi per il lavoro in Sicilia, dando una soluzione definitiva agli operatori della filiera.

Migliore racconta di aver incontrato anche il nuovo assessore Mariella Lo Bello per affrontare i temi dell’emergenza stipendi e dei lavoratori sospesi o licenziati dagli enti revocati e/o definanziati. «È venuto fuori un quadro dettagliato e preciso, mai fornito prima dal precedente assessore, che rappresenta di fatto l’emergenza stipendi - dice sempre Migliore -. Abbiamo chiesto che, oltre allo sforzo per procedere al completamento dei rendiconti ed all’erogazione delle somme agli enti, si provveda con provvedimenti straordinari che consentano di pagare le spettanze arretrate direttamente ai lavoratori che sono ormai in forte sofferenza e, pertanto, al prossimo incontro si dovrà affrontare tale emergenza alla luce del fatto che adesso l’Assessore ha chiaro lo stato dell’arte».

Il Ciapi di Priolo, dice sempre Migliore, «ci ha comunicato di avere avviato solo 95 corsi su 312, impegnando solamente 495 lavoratori dei 1.415 nelle province di Caltanissetta, Catania, Messina, Palermo e Trapani. Ha ancora comunicato che, nel corso della prossima settimana, prevedono di avviare altri 50 corsi circa con l’impegno di ulteriori 250 operatori nelle province di Enna, Messina, Palermo (provincia) e Trapani (Alcamo)».

«Per quanto concerne il pagamento della prima mensilità già maturata e non corrisposta - prosegue la nota del sindacalista della Cisl - il Ciapi si è impegnato a pagare entro la fine del mese di novembre. Abbiamo chiesto che entro la fine della prossima settimana si definisca il quadro dei percorsi avviati e dei lavoratori impegnati. E che si proceda al disimpegno delle altre risorse per trovare una soluzione che consenta il pagamento dei restanti operatori, non solo fino ai 1.415, ma, come da impegni presi dall’ex assessore Nelli Scilabra e dalla dottoressa Corsello, per tutti i 2.020 lavoratori idonei. Continuiamo a non ritenerci soddisfatti dal modus operandi del Ciapi ed abbiamo ribadito la richiesta di incontro».

Migliore conclude parlando di «stato di grande confusione». E invita i lavoratori del settore «a partecipare numerosi alle assemblee sindacali di lunedì e martedì prossimo a Catania e Palermo».

Dubbi sulla gestione del piano Garanzia Giovani vengono espressi anche dal responsabile dello Snals Confsal della Formazione professionale siciliana, Giuseppe Milazzo. «In Sicilia - dice Milazzo - ci sono quasi 390 mila disoccupati. Il piano Garanzia Giovani riguarda solo i giovani di età compresa tra 18 e 35 anni. Ovvero circa 40 mila soggetti. Da questo piano restano fuori circa 350 mila disoccupati. Che risposte dare a tutte queste persone senza lavoro? Abbandonarle? Non mi sembra una bella soluzione».

«A questi problemi già gravissimi - aggiunge Milazzo - se ne aggiungono altri. Penso ai quasi mille e 800 ex sportellisti che attendono da mesi una soluzione che non arriva. La verità è che l’attuale Governo regionale non è in grado di dare risposte a questi gravissimi problemi sociali. Il presidente della Regione, Rosario Crocetta, va in tv a dire di aver risparmiato 300 milioni di euro sulla formazione. Omettendo di dire che questi risparmi li ha fatti pagare ai lavoratori, sottraendogli le retribuzioni. E di questo se ne deve assumere tutta la responsabilità. Anche perché i lavoratori della formazione professionale della Sicilia lo sanno. Caro presidente, dove sono finiti questi 300 milioni di euro?».  

MeridioNews è una testata registrata presso il tribunale di Catania n.18/2014
Direttora responsabile: Claudia Campese Editore Mediaplan Soc. Coop. Sociale
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