Edizioni MeridioNews

Edizioni MeridioNews

Edizione Sicilia

Lo studio: «Il Muos altera le cellule umane»
Arriva un nuovo allarme sulla parabola Usa

Altre incognite arrivano dall'ultima relazione a pochi giorni dalla sentenza del 25 novembre sulla revoca della revoca delle autorizzazioni da parte della Regione. Un esperimento a 800 metri dalla base statunitense di Niscemi segnala il rischio di alterazioni cellulari. E critica le misurazioni dell’Arpa Sicilia

Andrea Turco

Per il movimento No Muos il 25 novembre è ormai dietro l’angolo. Si attende la sentenza del Tar sul ricorso presentato dall’associazione No Muos Sicilia contro la decisione della Regione Siciliana per la famosa revoca della revoca alle autorizzazioni per l’installazione delle parabole militari all’interno della riserva naturale Sughereta di Niscemi

Dopo la relazione di verifica, depositata il 12 settembre scorso, del prof Marcello D’Amore che aveva smontato le rassicurazioni dell’Istituto Superiore di Sanità, di Ispra e dell’Enav, un nuovo studio (anch’esso già sui tavoli dei giudici del Tar) lancia ulteriori allarmi sulle alterazioni cellulari e questa volta critica le misurazioni di Arpa Sicilia. I risultati preliminari relativi agli effetti biologici delle emissioni elettromagnetiche presenti nella zona adiacente alla base statunitense, sono stati commissionati da un gruppo di cittadini e condotti dal dottor Fiorenzo Marinelli, ricercatore presso l’Istituto di Genetica Molecolare del Cnr di Bologna, a dal professor Massimo Coraddu, del Politecnico di Torino e consulente, insieme all'altro docente Maurizio Zucchetti, del comune di Niscemi. 

Nello studio di 18 pagine si legge in premessa che «la letteratura scientifica pubblicata negli ultimi anni dimostra che avvengono significativi effetti biologici a livello cellulare e dei sistemi d’organo per esposizione a campi elettromagnetici a livelli non termici». Condizioni che si verificano sin dal 1991 per le antenne militari in contrada Ulmo. E’ stato inoltre condotto un esperimento, cioè un’esposizione di cellule presso un’abitazione a 800 metri dal centro radiante dell’antenna Lf, quella alta 150 metri che comunica coi sottomarini nel Mediterraneo. Si apprende che «la scelta è dovuta anche al fatto che si tratta dell’unico sito monitorato in modo continuativo, sin dal dicembre 2008 dall’Agenzia per la protezione dell’ambiente della Regione Sicilia (ARPAS) che vi ha effettuato anche numerose misurazioni puntuali, sia in banda larga che in banda stretta». Solo che «tutte le misurazioni di ARPAS sono relative alle condizioni di campo imperturbato». Con l’aggiunta che i militari americani non hanno collaborato, omettendo di fornire ulteriori dati. 

Sugli effetti dei campi elettromagnetici il gruppo di ricerca ha poi messo a punto una nuova metodologia di indagine scientifica. «Abbiamo utilizzato – si legge nello studio – il metodo della coltivazione in campo mediante un incubatore portatile per cellule che mantiene le condizioni standard di coltura». Le conclusioni destano preoccupazioni. Attraverso il meccanismo di de-metilazione del dna l’esposizione continua alla radiofrequenza provocherebbe «una maggiore instabilità genomica nelle cellule ed una progressiva instabilità cromosomica». Insomma un maggior rischio di tumori in un territorio a rischio già pesantemente colpito dall’ormai ex Raffineria di Gela.

MeridioNews è una testata registrata presso il tribunale di Catania n.18/2014
Direttora responsabile: Claudia Campese Editore Mediaplan Soc. Coop. Sociale
Riproduzione riservata

Coronavirus, tutto quello che c'è da sapere

La cronaca, gli aggiornamenti, le disposizioni della Regione, le informazioni utili, gli effetti collaterali. Tutto quello che c'è da sapere sul nuovo virus, arrivato anche nell'Isola.

Giustizia per Emanuele Scieri

Il paracadutista siracusano è stato trovato morto nella caserma di Pisa nel 1999. Ora si cerca di ricostruire quanto successo

Il sistema Montante

L'arresto di Antonello Montante ha scoperchiato un sistema di potere che tocca politica, forze dell'ordine, mafia e imprenditoria

Infrastrutture, Sicilia spezzata

Frane, autostrade a una carreggiata, statali interrotte. Viaggio in uno dei principali fattori del mancato sviluppo della Sicilia

Mario Ciancio e la mafia

Le indagini, la richiesta di archiviazione, il rigetto del giudice per le indagini preliminari e il proscioglimento. Tutte le tappe dell'avventura giudiziaria del direttore-editore del quotidiano etneo La Sicilia, imprenditore edilizio di opere pubbliche e private

Leggi tutti i Dossier

Segnala una notizia

Utilizzando questo form puoi segnalare le tue notizie alla redazione

Invia un tuo contributo

I campi contrassegnati con * sono obbligatori

×