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Finanziaria, nulla di fatto. Stallo sul maxiemendamento
Miccichè: «Finora buon lavoro, diamo tempo agli uffici»

Lavori rinviati a domani per lasciare il tempo ai funzionari di esaminare il documento che dovrebbe definire l'intera legge di Stabilità. Approvati gli articoli sui precari e sulle zone economiche speciali

Gabriele Ruggieri

«Dobbiamo finire entro oggi, non possiamo rischiare di tenere migliaia di siciliani senza stipendio perché ognuno deve raccontare le sue storie». Queste le parole di Gianfranco Miccichè, presidente dell'Assemblea regionale siciliana all'inizio della seduta per l'approvazione della Finanziaria. Scadono oggi i termini previsti dalla legge per evitare l'ennesimo regime di gestione provvisoria che, di fatto, congela più o meno tutte le spese della Regione. «È già stato fatto un buon lavoro, mi manca Diventerà Bellissima e non abbiamo ancora concluso, devo incontrare il presidente Savona per verificare alcune cose che sono state presentare in commissione Bilancio. Gli uffici poi hanno bisogno di tempo per verificare tutti gli emendamenti, e dobbiamo votare. Ci sono ancora le tabelle da fare e l'articolo 13 che va completato. Non c'è bisogno di fare notte. Rimandiamo a domani alle 11, così facciamo felici sia me sia Cracolici in attesa della partita». Sono le parole dello stesso coordinatore di Forza Italia arrivate attorno alle 19, quando la seduta è stata rinviata senza avere raggiunto l'obiettivo dell'approvazione.

Il riferimento di Miccichè alla felicità sua e del deputato del Partito democratico Antonello Cracolici è invece alla finale di Coppa Italia prevista stasera tra la Juventus, squadra del cuore del presidente dell'Ars e l'Inter del collega dem. Un'incombenza che, secondo voci di corridoio, avrebbe potuto finire con l'influenzare i lavori, anche se alla fine così non è stato, visto che il rinvio è arrivato per lo stallo sulla redazione del maxiemendamento che dovrebbe apportare modifiche importanti alla Finanziaria, il cui articolato non è stato ancora approvato per intero: mancano, infatti, alcuni articoli accantonati durante la discussione di questi giorni. 

In mattinata sono state comunque piantate bandierine importanti. Risolto il disguido causato dalla bocciatura di ieri della copertura di parte del fondo contenziosi con un emendamento del governo. È stato approvato anche l'articolo che riguarda i precari della Regione, dagli Asu agli ex Pip, che in questi giorni hanno presidiato con cori e tamburi l'ingresso di palazzo dei Normanni. Per loro nessuna novità rilevante, nemmeno la tanto attesa stabilizzazione, nonostante diverse prese di posizione negli interventi di sala d'Ercole. Novità importanti sul fronte delle attività produttive, altro punto su cui ieri si era inceppata la macchina dell'Aula, le imprese che non hanno il Durc in regola potranno continuare a beneficiare dei contributi anti Covid anche nel 2022, comprese le attività balneari, grazie a un emendamento presentato da Alessandro Aricò, capogruppo di Diventerà bellissima, contestato dalle opposizioni perché ritenuto a rischio impugnazione da parte dello Stato. 

Via libera anche all'articolo 7, che istituisce le cosiddette SuperZes, delle zone economiche speciali che riceveranno agevolazioni in favore delle imprese presenti sul territorio. «Un importante risultato che domani in rappresentanza della Regione porterò sul tavolo del comitato d'indirizzo della Zes Sicilia orientale che si insedierà ad Augusta», commenta l'assessore regionale alle Attività produttive Mimmo Turano. Il tavolo per la Zes per la Sicilia occidentale si riunirà a Palermo il prossimo 25 maggio. L'Assemblea regionale tornerà a riunirsi domani mattina con un'altra incombenza calcistica sul capo: lo scontro valido per i playoff di serie C tra Palermo e Triestina, con la società rosanero che ha invitato allo stadio dieci deputati, tra cui anche il presidente dell'Ars Miccichè.

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