Acireale, lievitati i costi per la villa Belvedere Trovate 98 nuove voci rispetto al progetto

Il progetto esecutivo della ristrutturazione della villa Belvedere di Acireale non era sufficientemente cantierabile. A dimostrarlo sarebbe il netto incremento del numero di voci presente nell’elenco dei prezzi unitari, registrato tra la fase progettuale e la conclusione dei lavori. L’osservazione fa parte della relazione prodotta negli scorsi mesi dalla commissione di verifica, nominata la scorsa estate dal sindaco Roberto Barbagallo per fare luce sull’utilizzo dei fondi europei – complessivamente più di otto milioni di euro – stanziati nell’ambito delle linee di intervento previste dal Po Fesr 2007-13.

Nel documento, che al momento non è stato ancora reso pubblico, viene sottolineato come in origine il progetto esecutivo contenesse 192 voci, mentre a conclusione dei lavori se ne contano 290: «Significa che ben 98 nuovi prezzi sono stati inseriti in contabilità – si legge in un passaggio della relazione – alcuni dei quali inerenti lavorazioni già previste nelle voci di prezzario del progetto esecutivo alle quali sono state apportate lievi modifiche». Ma le indiscrezioni riguardano anche il ricorso alle cosiddette liste in economia deciso dalla direzione dei lavori, come nel caso dei lavori al mosaico raffigurante Pinocchio e a quello a ventaglio all’ingresso del parco.

Nel primo caso per lo smontaggio e rimontaggio, compreso la stuccatura delle fughe, sono state contabilizzate ben 40 ore di operaio specializzato e 40 ore di operaio qualificato (cioè l’equivalente di cinque giornate lavorative di una squadra formata da due operai) per un importo complessivo di 1.900 euro, mentre per quanto riguarda il mosaico di circa 400 metri quadrati che si trova poco dopo la soglia della villa è stata inserita in contabilità una voce per l’importo di circa 49mila euro relativa a interventi di recupero che sarebbero stati effettuati in ben 1.166 ore complessive di manodopera (distribuite tra operaio restauratore, operaio specializzato, operaio comune, tecnico laureato). La spesa, poi, sarebbe stata ulteriormente rimpolpata con altri cinquemila euro per il ripristino dell’opera musiva in seguito alla «predisposizione a terra dell’impianto elettrico» e per altri lavori di recupero. 

Risorse che tuttavia non avrebbero garantito una tutela approfondita del mosaico: l’opera, infatti, è stata oggetto soltanto del «trattamento biocida e disinfestante per la riduzione della colonizzazione algale». L’approssimazione avrebbe caratterizzato anche gli interventi di smontaggio, ricomposizione e rimontaggio: stando a quanto contenuto nella relazione, questi lavori avrebbero interessato «solo alcune, limitate, porzioni della sua superficie» come dimostrato dal distacco di diversi punti del ciottolato verificatosi già poco dopo l’inaugurazione della villa nell’aprile dello scorso anno.

Queste indiscrezioni si aggiungono così a quelle riguardanti le ringhiere in ferro battuto del palco della musica e della fontana di Aci e Galatea, finite entrambe in discarica sotto la generica dicitura «materiale ferroso» e con molta probabilità amplificheranno i malumori di quanti, – un centinaio di cittadini acesi – la scorsa domenica sono scesi in piazza per chiedere la riapertura del parco, oggi parzialmente inagibile per la caduta di alcuni alberi. Proprio la cura del verde rientrava tra i compiti delle ditte che hanno lavorato alla ristrutturazione.


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