Cara Giulia Innocenzi : la risposta di due iraniani che vivono in Iran.

Foto: giuliainnocenzi.blogspot.it

 

(Qui l’articolo di Giulia Innocenzi sull’Iran)

La prima cosa che farebbe un’iraniana dopo aver letto il racconto di Giulia Innocenzi, è concedersi dieci minuti di imprecazioni, una serie di vaffa* e paragoni a raffica con l’Italia che in fondo, scusa, non è mica messa poi così bene. Chi è questa qui che dopo due settimane passate in Iran viene qua a dire peste e corna? Come si permette? Cosa ne sa lei? Razza di ignorante e pivella pure! E le meraviglie dell’Iran? La poesia? La letteratura? L’architettura? L’ospitalità? Ecco, parliamone.

Cara Giulia Innocenzi, io sono un’ iraniana e non ho voluto, anzi ahimè non ho potuto, concedermi neanche un minuto di quanto detto sopra. Riporto di seguito parole ed opinioni di due persone, una donna ed un uomo, che vivono in Iran e non in Italia come me. Ho mandato loro il testo integrale in inglese (lo dà il blog stesso) e ho chiesto di rispondere promettendo di pubblicare le loro risposte tradotte.

Mona 25 anni, single, ama gli animali ,è all’ultimo anno di medicina in un’università molto lontana dalla città in cui vive.

 <E’ molto triste leggere questo articolo. Fossero solo due le facce della stessa medaglia! Sono molte di più, tutte pesanti, opprimenti, cattive e a volte spietate. Fa rabbia subire tutto questo no? Non voglio essere pesante in ciò che scriverò, voglio solo dare qualche informazione in più, cercare di spiegare l’inspiegabile, l’inaccettabile. Voglio farvi capire come la prendiamo noi donne iraniane.

E’ vero che gli uomini palpano le donne. Non posso dirti quante volte mi è capitato. Al bazar, in metro, in libreria, al panificio, in fila allo sportello bancomat.

E’ vero che le donne vengono inseguite da: coraggiosi e instancabili pedoni che ti stanno col fiato sul collo, da motociclisti, da automobilisti e persino da uomini a cavallo se ce ne fossero ancora in giro.

E’ vero anche che alcuni uomini, inspiegabilmente, non riescono a trattenersi dal mettere in mostra il pene, non è capitato a me ma alla mia zia materna è capitato ben due volte nel tragitto casa lavoro.

E le molestie verbali? Sarà che la Innocenzi non l’ha notato. Le molestie verbali superano di gran lunga quelle fisiche, quando passa una ragazza è altamente improbabile che non ci sia un uomo di qualunque età che la insulti, molesti o ne attiri l’attenzione, solo per il piacere di farlo.

Le violenze sessuali fortunatamente negli ultimi anni sono diminuite, forse perché di contro è molto aumentata la prostituzione, anche maschile.

L’omosessualità in Iran è in costante aumento. Il parco Daneshjoo di Tehran è il luogo di incontro dei gay, un ragazzo chiede l’ora ad un altro, se la risposta data è sbagliata, ci siamo! E’ un segno che è interessato ad avere un incontro. Nei quartieri alti di Tehran i gay sono molti di più, o perlomeno hanno più relazioni sociali. Uomini di mezza età, ricchi solitamente, vanno a cercare ragazzi (pagandoli) nell’alloggio universitario maschile di Velenjak, dell’Università Shahid Beheshti di Tehran. Alcuni ragazzi gay sono riconoscibili esteriormente, lo capisci dall’eccesiva femminilità del viso curato, dal modo di camminare e di atteggiarsi, anche se è molto pericoloso: se le guardie del Gashte Ershad se ne accorgono li portano in caserma.

Al liceo i ragazzi hanno rapporti sessuali tra di loro molto frequentemente, nei bagni. Chi si offre viene chiamato chaghal, bocciolo o aroos, sposina. Vengono detti  bodysexual quelli che  lo fanno per puro piacere, magari senza essere pagati.

Quando scrivi “Abbiamo deciso di non rivolgerci mai alla polizia perché non volevamo avere ulteriori problemi. Non sarebbe stato facile spiegare, in un paese dove uomo e donna prima del matrimonio non possono nemmeno sfiorarsi, tutto ciò che ci stava capitando”,non mi trovi d’accordo.

Dove sono le ragazze vergini prima del matrimonio in Iran? Sì, per la società iraniana e per la nostra cultura arrivare vergini al matrimonio è importante, ma quello che succede nella realtà è ben diverso dalle nostre e dalle vostre aspettative.  Le ragazze hanno rapporti sessuali per piacere e anche per soldi, o per un tacito ricatto col fidanzato che altrimenti non accetta di sposarsi. Oppure la maggior parte delle ragazze preferisce i rapporti anali per non avere ripercussioni sulla scelta del marito che potrebbe rifiutarsi nel caso in cui non sia vergine.

In occidente la ragazza vergine è quella che non ha avuto nessun tipo di rapporto sessuale con penetrazione, per sua scelta personale. Dove sta la verginità di una ragazza che ha avuto centinaia di rapporti anali con diversi uomini? Ma, come faccio io a biasimarla per questo? Non possiamo vivere il sesso liberamente, siamo malati, ossessionati, sporchi, deviati.

La questione sesso in Iran è molto controversa e contraddittoria. Più la legge, la religione, la cultura lo soffocano, più i giovani ne sono attratti. Più ce lo vietano, più lo pratichiamo.

E’ vero Giulia, tu sei stata qui solo due settimane, mentre io vivo qui e sì, mi hanno palpato molte volte, o domani uscita da casa un maniaco potrebbe tirar fuori il pene e mostrarmelo, ma non è questo che mi fa sentire inferiore alle donne occidentali e mi soffoca.

Ho visto speciali della BBC dove le donne americane raccontano di molestie verbali e fisiche nel luogo di lavoro, e non mi pare che le donne americane emigrino per questo o si sentano inferiori alle donne europee.

Mi fa sentire inferiore il non poter avere un lavoro mentre studio medicina, non poter accedere ai siti internet a causa di filtri, e non parlo mica di Youporn!  Mi disturbano le continue azioni di sabotaggio da parte del governo con i “parasite” (onde che compromettono la ricezione dei programmi delle parabole satellitari), che non mi permettono di guardare i documentari o i programmi di medicina americani, o un film di mio interesse;  comprare un kg di frutta 2000 tuman oggi e  comprarlo a 8000 tuman la settimana dopo, mi disturba la corruzione, la disoccupazione, l’embargo, la mancanza di libertà. Non tollero più la mancanza di rispetto per le fasce svantaggiate, per gli animali, vedere cani sequestrati e poi uccisi, o presi a calci. Soffro per  la mancanza di un movimento che parta dalla coscienza delle persone per la salvaguardia degli animali.

Questo mi fa sentire veramente inferiore. Non potrei andare a protestare domani per i diritti dei cani perché mi lancerebbero i pomodori prima e mi porterebbero in qualche caserma dopo.

 Vivo in Iran non in India, non mi stuprano in ogni vicolo. Vivo in un paese che per certi aspetti mi rende fiera e per certi altri fa crescere in me una rabbia infinita. Io sono una delle tante facce della stessa medaglia>.

 

Mohammad Reza ha 42 anni, vive e lavora a Tehran,si è laureato in cinematografia e spettacolo

<Cara Giulia, come faccio a spiegarti perchè il mio paese è così strano? Io mi scuso per i bifolchi che hai incontrato, non siamo tutti così. Io non ho mai neanche sfiorato una ragazza senza il suo consenso.

La cultura iraniana tradizionale vede l’uomo come predatore, un nemico pericoloso, persino gli uomini parlano di se stessi in questi termini.

I padri e i fratelli non fanno altro che inculcare la paura e il senso del pericolo nelle donne iraniane.

Solo la casa è il luogo protetto, sicuro e consono ad una donna “per bene”. E’ meglio che non lavori e che non studi, ma che cresca in casa e poi convoli a nozze per diventare madre. Quindi, secondo quella parte di famiglie che vedono la vita e la realtà in questo modo, le donne che escono da sole come te Giulia, che non hanno quell’aspetto austero dato da vesti nere, che ridono pubblicamente e che si soffermano nei vicoli o in giro per le strade meritano di essere insultate, palpeggiate e molestate. Sono loro che dichiarano tacitamente la loro disponibilità. Ma non ho detto gli iraniani, ho detto quella cultura tradizionale che oggi si trova in pochi nuclei familiari a Tehran o nei piccoli paesi o villaggi sparsi sul vasto territorio iraniano.

Quello che forse in occidente non sanno è che le molestie su bambini e ragazzini sono moltissime. Nel passato vi era l’usanza di tenere in famiglia un gholam o un kaniz  (schiavo), un bambino  su cui l’uomo di casa poteva arrogarsi qualunque diritto. Ecco, su questi ragazzini venivano perpetrate continue violenze sessuali. Era una pratica comune, taciuta ma accettata da tutti. Ciò che ne rimane è questa predisposizione a toccare il ragazzo giovane, il bambino, a molestarlo, palpeggiarlo e nei casi peggiori violentarlo. L’omosessualità è molto diffusa e molto celata e coperta dalle famiglie. Avere un figlio omosessuale in Iran è una tragedia, non si sa come affrontarla e quindi la si nasconde. Qui devi decidere da che parte stare: o sei donna o sei uomo. L’Iran permette le operazioni per cambiare sesso proprio per questo, non puoi essere ambiguo, devi decidere. Del resto quando compili un modulo trovi due caselle sul tuo sesso  non tre, non puoi essere un uomo in atto e una donna in potenza, o per lo meno non qui.

So che i diritti dei gay sono importanti, so che le donne non hanno gli stessi diritti degli uomini, ma noi quotidianamente lottiamo per così tante cose che siamo stanchi. Verrà il tempo anche per questo, lotteremo anche per loro. Non siamo ancora pronti per la parità, per l’uguaglianza, gli animi sono troppo caldi, le persone troppo arrabbiate. Dalla rivoluzione del 1979 a oggi abbiamo fatto passi da giganti cara Giulia, dovevi venire negli anni ’90! Non sarebbe bastato un post del tuo blog, avresti scritto un libro.

Non tutte le ragazze sono libere di scegliere cosa studiare, dove andare, chi frequentare o chi sposare. Ma ce ne sono anche tantissime che invece possono farlo. Solo a Tehran, passando dai quartieri bassi a quelli alti si vedono due realtà completamente diverse, due mondi diversi. Le possibilità, la libertà, qui vengono comprate con i soldi.

Noi iraniani andiamo per la nostra strada, lottiamo sempre, troveremo pian piano i giusti compromessi con chi ci governa. Ma dobbiamo farlo noi, non permettiamo ingerenze straniere. L’Iran non è l’Iraq o l’Afghanistan, non vogliamo che qualcuno venga qui a venderci grandi illusioni, o democrazie preconfezionate. Non invochiamo il vostro aiuto, ce la facciamo da soli.

 

 

 

 

4 Commenti su “Cara Giulia Innocenzi : la risposta di due iraniani che vivono in Iran.”

  1. Penso che in qualsiasi civiltà le donne vengono viste come oggetto di piacere. Gli uomini tentano di soffocorci perchè hanno paura di noi. Non è solo l’iran. In iran è più evidente, cercano di dominarci. Quello che non piace è che tentano di dominare le donne in ogni modo anche nel modo di vestire. Gli uomini hanno paura di noi, perchè noi siamo equilibrate. Loro hanno la forza fisica e noi la forza mentale. Gli uomini senza di noi non sono nulla in tutto l’universo. Forza donne.

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  2. Contrapporre alla presunta superiorità maschile la presunta superiorità femminile snocciolando generalizzazioni (uomini -> più muscoli, donne -> più cervello) e sminuendo gli uomini (“senza di noi non sono nulla”) fa di te l’equivalente femminile di un maschilista. E’ anche a causa di persone come te che per i meno informati valga l’equazione femminismo = “gli uomini fanno tutti schifo”. Così distruggi tutti gli sforzi dei movimenti seri.

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