Ragusa, morti i due anziani ustionati in incendio
Continuano indagini per capire origine del rogo

Valentina Frasca

Cronaca – Lo scorso 9 aprile Salvatore Miosi e la moglie Iva Frantantonio sono rimasti gravemente ustionati dalle fiamme divampate nella notte nel loro appartamento. I soccorritori hanno trovato un bidoncino che il Ris di Messina sta analizzando per capire se contenesse liquido infiammabile

Non ce l’hanno fatta. Salvatore Miosi e la moglie Iva Fratantonio, gli anziani rimasti gravemente ustionati nel violento incendio e nell’esplosione nella loro casa di Ragusa, dopo una settimana di ricovero in condizioni disperate, hanno smesso di lottare. La coppia porta così con sé il mistero su quanto realmente accaduto la notte del 9 aprile e che i carabinieri di Ragusa, intervenuti sul posto insieme ai vigili del fuoco, stanno cercando di risolvere.

L'uomo era ricoverato all'ospedale Civile di Ragusa; la donna, invece, dopo un passaggio in codice rosso nello stesso nosocomio, era stata trasferita al centro grandi ustioni dell'ospedale Cannizzaro di Catania. Gli anziani coniugi non avevano figli, Miosi era originario di Palermo e la moglie di Modica. In questi giorni i militari dell’Arma sono riusciti a rintracciare alcuni familiari delle due vittime, fratelli e sorelle, i cui racconti e le cui testimonianze saranno importanti per cercare di ricostruire l’accaduto.

Al momento, infatti, a seguito del ritrovamento di un bidoncino all’interno dell’appartamento, non si può escludere nemmeno che si sia trattato di suicidio. Non c'erano bombole in casa, né altre fonti di gas dalle quali la deflagrazione sarebbe potuta partire. Il contenitore è stato consegnato ai Ris di Messina, che dovranno esaminarlo per capire se contenesse liquido infiammabile. Non confermata, invece, l’indiscrezione secondo cui l’incendio potrebbe essere partito da una coperta elettrica.

Le indagini vanno avanti tra molte difficoltà, anche perché il fuoco ha divorato tutto, anche molte tracce e diversi elementi probatori, e sono protette dal segreto istruttorio, pertanto nulla trapela.