Pozzallo, da Malta con 51mila euro in contanti
Nascosti in auto, catanese sconosciuto al fisco

Redazione

Cronaca – Un 29enne con precedenti per non aver mai dichiarato i propri redditi è stato controllato al porto. Nella sua macchina prima è stato trovato un doppio fondo, poi, nascosti nei bagagli, cinque involucri contenenti il denaro che è stato sequestrato. Avviate indagini per risalire all'origine dei soldi

È sbarcato a Pozzallo col catamarano proveniente da Malta e il suo nome - gravato da diversi precedenti di polizia e non aver mai dichiarato i propri redditi al fisco - ha subito sollecitato l'attenzione della Finanza. Da un controllo sull'auto sono poi emersi 51mila euro in contanti, conservati in cinque involucri avvolti nello scotch. La somma è stata sequestrata. 

Al centro dell'episodio c'è un soggetto catanese di 29 anni. Fermato dalle Fiamme gialle del comando provinciale di Ragusa, impegnati nei controlli al porto di Pozzallo insieme agli ispettori della dogana, ha subito mostrato segni di nervosismo: tremore delle mani e forte sudorazione, rispondendo alle richieste dei militari operanti in modo incerto ed evasivo e non fornendo motivazioni convincenti circa le ragioni del viaggio a Malta. 

È quindi scattata un’attività di controllo più approfondita, con l'aiuto di due unità cinofile, che fiutando l’esterno e l’interno della macchina, hanno manifestato particolare interesse. L'auto è stata quindi scortata in caserma dove è stata ispezionata e sottoposta allo smontaggio di alcune parti, a seguito del quale è stato rinvenuto all’interno del telaio dell’autovettura un vano con doppio fondo, nascosto e azionabile con un congegno elettro-meccanico costituito da un pulsante posto sotto la scatola dello sterzo. Secondo i militari sarebbe stato utilizzato per nascondere merce di varia natura, frutto di traffici illeciti (soldi, sostanze stupefacenti, gioielli). 

I finanzieri hanno quindi deciso di estendere la perquisizione ai bagagli personali, dove sono stati sono stati trovati i 51 mila euro in contanti. Viste le circostanze e, soprattutto, considerato che il soggetto è risultato completamente sconosciuto al fisco, i militari hanno proceduto al sequestro preventivo «per sproporzione». L'uomo è stato denunciato alla locale autorità giudiziaria, per avviare le indagini e risalire all’origine del denaro.