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Città di Messina, matricola terribile promossa in serie D
«In tanti ci criticavano, noi ci abbiamo sempre creduto»

La società peloritana conquista la seconda promozione consecutiva: «Stiamo cominciando a renderci conto dell’impresa che abbiamo fatto - commenta a MeridioNews il tecnico giallorosso Giuseppe Furnari - Nel calcio di solito vince chi programma ma il nostro segreto è stata la compattezza del gruppo nel gioco di squadra»

Luca Di Noto

Foto di: Marco Guerrera

Foto di: Marco Guerrera

La promozione in serie D era ormai solo questione di tempo, ma domenica scorsa è arrivata anche la matematica. Il Città di Messina, neopromosso in Eccellenza, ha chiuso con due giornate di anticipo il girone B al primo posto, ottenendo così il salto di categoria: «La sensazione è piacevole - confessa a MeridioNews il tecnico giallorosso Giuseppe Furnari - e piano piano stiamo cominciando a renderci conto dell’impresa che abbiamo fatto. Paradossalmente, più passa il tempo e più possiamo apprezzare tutto, la felicità e il valore in sé della nostra impresa». Il risultato ottenuto è il segno che a vincere è stato un club sano.«Nel calcio, di norma, vince chi programma - aggiunge - La nostra è una società solida che fa sentire tutta la sua presenza ai giocatori, allo staff e a tutto l’ambiente. Il fatto che abbia centrato due promozioni consecutive non è un caso». Il peso lo hanno anche le statistiche, pochi gol fatti ma pochissimi, soltanto nove, le reti subite. «Non disponendo di attaccanti che vanno in doppia cifra, per vincere e per fare bene abbiamo sfruttato le nostre caratteristiche. A noi bastava passare in vantaggio, poi sapevamo che gli avversari avrebbero avuto difficoltà a farci male e i nove gol presi in 28 giornate lo testimoniano», afferma Furnari.

A lanciare la squadra peloritana anche la striscia di quattordici vittorie consecutive tra il girone d’andata e il ritorno. «È stato quello il passo decisivo. Dopo il pareggio di Scordia, abbiamo avuto quattro gare fondamentali con Biancavilla, Camaro, Pistunina e Sant’Agata. Le abbiamo vinte tutte e, da lì, abbiamo capito che potevamo giocarci le nostre chances per la vittoria del campionato. Siamo anche stati agevolati dal calendario». Il tecnico ammette di aver avuto paura che i suoi ragazzi si potessero accontentare, ma è stato smentito: «Non eravamo una squadra costruita per vincere il campionato ed ero preoccupato che, una volta raggiunto l’obiettivo, potesse rilassarsi. Invece non è stato così e, anzi, la crescita è stata uniforme per tutta la squadra». Una squadra composta non da grandissimi nomi, i cui giocatori però sono stati in grado di compattarsi subito. «Il segreto è stata proprio la compattezza del gruppo - spiega Furnari - Del resto, nel calcio i nomi sono relativi quello che conta è il gioco di squadra. Noi eravamo consapevoli dei nostri limiti e questo è stato un nostro grande punto di forza».

E se la conoscenza dei propri limiti può essere considerata un pregio, mister Furnari confessa anche un aneddoto. «Abbiamo sempre subito pochi tiri in porta e con Sebastiano (il portiere Paterniti, ndr) si scherzava sul fatto che lui facesse più il centrocampista che il portiere. Tutte queste sono cose che denotano la forza di un gruppo che poi è stato in grado di sottomettere anche squadre che erano state costruite per il salto di categoria». Durante il campionato, tanti addetti ai lavori erano convinti che il Città di Messina sarebbe crollato e che non potesse confermarsi in testa alla classifica. «In molti sono rimasti delusi - racconta ridendo - Non ho bisogno di dare risposte ai nostri detrattori, posso solo ringraziarli perché ci hanno dato stimoli e ci hanno consentito di essere ancora più cattivi dal punto di vista agonistico». E nessuna risposta il tecnico giallorosso ha intenzione di dare a chi ha criticato alcune vittorie della sua squadra facendo riferimento a presunti rigori a favore dei peloritani. «Ricordo le dichiarazioni di qualche addetto ai lavori, ma la migliore risposta l’abbiamo data sul campo con i fatti. Sicuramente - ammette - abbiamo anche avuto la giusta dose di fortuna, perché senza questa non si vincono i campionati, ma è vero anche che bisogna sapersela cercare».

Per mister Furnari si tratta della seconda promozione consecutiva, dopo quella ottenuta l’anno scorso col Camaro dalla Promozione all’Eccellenza. «Vincere è sempre bello e, adesso, tutto diventa più difficile perché non so cosa mi riserverà il futuro. Nessuno scende in campo per perdere e quando riescono imprese come queste la soddisfazione è immensa». Sul futuro del Città di Messina, però, ci sono ancora alcune nubi. In città la prima squadra è l’Acr e, proprio in questi giorni, si sta discutendo anche dell’ipotesi di un’eventuale fusione tra le due società. Cosa che si ripercuote anche sul futuro del tecnico. «Con la dirigenza non ci siamo ancora incontrati - afferma - lo faremo a fine stagione. C’è una stima reciproca, ma servono idee ben chiare. Messina è una piazza complicata e bisogna capire quale sarà il futuro di entrambi i club. Per quanto riguarda me, se dovesse esserci la possibilità - conclude Furnari - sarei felice di continuare qui».

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