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Niscemi, il movimento No Muos ritorna in piazza
«Musumeci si opponga, dia prova di discontinuità»

A cinque anni dalla manifestazione con cui la protesta contro il sito militare statunitense di Niscemi si impose all'attenzione del Paese, gli attivisti tornano a riunirsi. È il primo evento sotto il nuovo governo regionale e arriva a pochi giorni dalla ripresa del processo sull'abusivismo. Guarda le foto. In aggiornamento

Il movimento No Muos torna a manifestare. Il corteo previsto per questo pomeriggio per le strade di Niscemi. ha registrato la partecipazione di persone arrivate da più parti della Sicilia. A organizzarlo sono stati gli attivisti che da anni si battono contro le parabole, realizzate e attivate all'interno della Sughereta. L'accusa ai governi italiano e statunitense è quella di avere realizzato un sito militare senza le adeguate autorizzazioni ma rimane l'istanza pacifista. «A distanza di cinque anni dalla grande manifestazione di marzo 2013, quando 15mila persone invasero contrada Ulmo, manteniamo quella fermezza e pensiamo che sia ancora il tempo di lottare», hanno dichiarato alla vigilia gli organizzatori.

Foto di Giordano Pennisi

Foto di Giordano Pennisi

Foto di Giordano Pennisi

Foto di Giordano Pennisi

Foto di Giordano Pennisi

Foto di Giordano Pennisi

Foto di Giordano Pennisi

Foto di Giordano Pennisi

Foto di Giordano Pennisi

Foto di Giordano Pennisi

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Foto di Giordano Pennisi

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Foto di Giordano Pennisi

Foto di Giordano Pennisi

Foto di Giordano Pennisi

Il raduno arriva a pochi giorni dalla ripresa a Caltagirone del processo con rito abbreviato per quattro dei sette imputati sul presunto abusivismo del Muos. «La storia dei grandi movimenti popolari ci insegna che se si rimane uniti, se si ha il coraggio e la tenacia di lottare, se prendiamo in mano il nostro destino, il futuro ci appartiene», si legge nell'invito a scendere in piazza. Quella di oggi è la prima manifestazione di protesta che si svolge sotto il governo regionale guidato da Nello Musumeci. La scorsa legislatura - targata Rosario Crocetta - era stata al centro delle polemiche per il controverso percorso che aveva portato al via libera al sito militare. Molti gli striscioni esposti con riferimenti a tematiche pacifiste e al rispetto dell'ambiente. Tra i partecipanti anche il movimento che nella Valle del Mela si batte contro la realizzazione dell'inceneritore, il cui iter burocratico è al momento al vaglio del governo nazionale. «Siamo qui per ribadire che gli americani devono andare via, per troppo anni ci hanno derubato la terra - dichiara una manifestante del comitato No Muos di Palermo -. Speriamo che il processo possa portare a una sentenza che faccia luce sulla problematica ambientale legata al Muos». 

A prendere parte alla manifestazione anche il movimento indipendentista Antudo. «Al presidente della Regione Nello Musumeci, che nel corso della campagna elettorale ha assicurato un assoluto interesse alla salute di ogni cittadino, chiediamo che prenda parola sulla questione Muos, che materializzi la discontinuità, espressa a parole, con il precedente governo Crocetta». Poi un riferimento alle ultime parole espresse dal governatore sulla questione inceneritore. « Riguardo al termovalorizzatore (Musumeci, ndr) ha espresso al governo centrale il proprio parere contrario. Sul Muos? Lascerà che questo angolo di Sicilia venga sottratto, come è adesso, alla sovranità siciliana? Perché, dato il suo silenzio, questa è la situazione attuale», dichiara il catanese Simone Di Stefano. Presenti anche numerosi studenti. «Ci siamo avvicinati alla lotta contro il Muos perché è uno strumento da guerra. Lo Stato dovrebbe impegnarsi a tutelare la salute dei cittadini, a migliorare la vita delle persone».

Parecchi gli appelli alla resistenza e alla perseveranza nella protesta, affinché le parabole vengano prima spente e poi smontate. «Dieci anni di lotta non sono una passeggiata, ma noi siamo in grado di resistere anche un solo minuto in più dei governi americani e italiani  - assicura Pippo Gurrieri, storico attivista del movimento -. Accompagneremo fuori dalla Sicilia gli statunitensi. Smonteremo le loro parabole». C'è poi chi lancia un appello ai residenti, affinché si impegnino maggiormente in una lotta quotidiana: «Guardate a tutte le persone che vengono qui da fuori, chiedetevi perché. Bisogna partecipare. Non bisogna fregarsene, tutti abbiamo figli, e - conclude un manifestante, parlando al megafono - tutti dobbiamo tutelare la salute».

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