Edizioni MeridioNews

Edizioni MeridioNews

Edizione Sicilia

Gela, licenziamento in vista per altri 36 operai 
«Gente è stanca, si prova a salvare il salvabile»

Negli scorsi giorni la Turco Costruzioni ha annunciato il taglio di 36 lavoratori. Da sei giorni la protesta davanti agli ingressi dell'ex stabilimento petrolchimico, tra il freddo e le piogge, non sembra sortire effetti. «L'impressione è che dopo la scomparsa dei metalmeccanici ora tocchi agli edili»

Andrea Turco

«Cambiano le ditte ma le proteste rimangono uguali». Il commento amareggiato di Francesco Cacici, segretario Ugl di Gela per i metalmeccanici, giunge al sesto giorno di protesta dei lavoratori della Turco Costruzioni. Si tratta dell'ennesima ditta dell'indotto dell'ex Raffineria che si trova in crisi dopo la fine delle commesse da parte dell'Eni. Un segnale inequivocabile, che testimonia come il processo di riconversione degli impianti dell'ex stabilimento petrolchimico non è affatto indolore

L'ultima prova in tal senso sono appunto i 36 licenziamenti annunciati negli scorsi giorni da parte dei vertici della società edile. Dopo l'incontro in prefettura di giovedì, ritenuto infruttuoso, i lavoratori hanno cominciato a presidiare gli ingressi dello stabilimento, alla ricerca di solidarietà da parte degli altri lavoratori rimasti. Tra il freddo e le costanti piogge di questi giorni, però, le risposte tardano ad arrivare. E ieri a tal proposito si è tenuta un'assemblea riguardante l'intero indotto, all'interno della saletta sindacale. 

Tra le richieste avanzate dai confederali la ricollocazione degli operai che verranno tagliati dall’azienda edile. In totale sono dieci le società che sono subentrate agli appalti che per anni erano stati assegnati alla Turco Costruzioni e alla Edilponti e che potrebbero adesso scegliere di assorbire i lavoratori in esubero. Un'opzione che al momento appare però lontana. «La gente è stanca e ha il dente avvelenato - conferma Cacici -. Noi continuiamo a cercare la solidarietà tra lavoratori e a cercare di unificare le categorie di edili e metalmeccanici, ma come ha insegnato la vicenda della Smim (112 lavoratori che hanno ricevuto la lettere di licenziamento il giorno prima della Pasqua, ndr) non sempre ciò è possibile. L'impressione è che dopo la scomparsa dei metalmeccanici ora tocchi agli edili. Si cerca insomma di salvare il salvabile».

Flashnews

Tutte le Flash

MeridioNews è una testata registrata presso il tribunale di Catania n.18/2014
Direttora responsabile: Claudia Campese Editore Mediaplan Soc. Coop. Sociale
Riproduzione riservata

Elezioni comunali 2018 in Sicilia

Il 10 giugno 2018 si vota in 132 Comuni in tutta l'Isola per eleggere nuovi sindaci e consigli comunali. Chiamati alle urne anche cinque Capoluoghi: Catania, Messina, Siracusa, Ragusa e Trapani. Sfide importanti anche in altri 13 centri superiori ai 15mila abitanti, dove è possibile ...

Il sistema Montante

L'arresto di Antonello Montante ha scoperchiato un sistema di potere che tocca politica, forze dell'ordine, mafia e imprenditoria

Infrastrutture, Sicilia spezzata

Frane, autostrade a una carreggiata, statali interrotte. Viaggio in uno dei principali fattori del mancato sviluppo della Sicilia

Muos, l'eco mostro di Niscemi

Contro l'impianto della base Usa di Niscemi, da anni si battono comitati, associazioni e cittadini

Elezioni Politiche 2018

Il 4 marzo si vota per il rinnovo di Camera e Senato. In Sicilia possibile testa a testa tra centrodestra e M5s

Leggi tutti i Dossier

Segnala una notizia

Utilizzando questo form puoi segnalare le tue notizie alla redazione

Invia un tuo contributo

I campi contrassegnati con * sono obbligatori

×