Edizioni MeridioNews

Edizioni MeridioNews

Edizione Sicilia

Tetto stipendi, nuovo accordo esclude le indennità
M5s critico, Assenza: «Si risparmiano due milioni»

La proposta del presidente del collegio dei questori lascia freddi sia i sindacati che l'opposizione grillina, secondo cui in realtà il tetto dei 240mila euro annui verrebbe aggirato lasciando fuori i compensi aggiuntivi. Ciò secondo il deputato ragusano, che punta a chiudere in breve la trattativa, non intaccherebbe l'entità dei tagli

Francesco Vasta

«Entro la prossima settimana chiuderemo la questione, anche perché voglio evitare la speculazione elettorale». Non vuole più aspettare Giorgio Assenza, presidente del collegio dei questori dell’Ars, al quale il numero uno di Palazzo dei Normanni Gianfranco Miccichè ha delegato la trattativa sindacale per ripristinare i tetti degli stipendi ai super burocrati. L'ultima puntata della telenovela si è consumata ieri, quando la bozza di accordo è stata sottoposta dal deputato di Diventerà bellissima al collegio. Freddi i sindacati, che si sono riservati di decidere una volta esaminata meglio la proposta - ma c'è già chi ha preannunciato una bocciatura - e ancor più netto il Movimento 5 stelle nel dire «no». 

«Altro che tetti agli stipendi dei dipendenti - hanno scritto i parlamentari grillini in un comunicato - l’ufficio di presidenza, lasciando fuori dai conteggi le varie indennità, di fatto ha ritoccato verso l’alto le buste paga, tant’è che alcune figure arriveranno a percepire somme che oscillano intorno ai 300 mila euro l’anno». Il limite dei 240mila euro annui per i compensi più al vertice - rimasto in vigore fino al 31 dicembre scorso, data di scadenza del precedente accordo sui tagli - verrebbe, secondo i pentastellati, bypassato tenendo fuori dal tetto alcune indennità aggiuntive. «Giocando sulle varie voci della busta paga – ha aggiunto il vicepresidente Ars Giancarlo Cancelleri - l’ufficio di presidenza ha aggirato il limite, portando alcune retribuzioni di figure apicali a sforarlo abbondantemente». Senza il vecchio accordo in vigore, gli stipendi del personale sono tornati a crescere di oltre il 30 per cento; è stato così a gennaio e lo sarà pure per febbraio. Nelle more della conclusione della trattativa, tutti gli interessati percepiscono lo stipendio pre spending review, sfiorando in qualche caso pure i 340mila euro

Sulla stessa lunghezza d'onda anche il deputato ribelle dell'Udc Vincenzo Figuccia, tenendo sempre nel mirino l'avversario Miccichè: «Stabilire un limite massimo per le erogazioni stipendiali a 240mila euro è una cosa, dire che il tetto rimane a 240mila, però, e da questo sono escluse indennità di funzione e altro, è cosa diversa», ha detto in un comunicato, chiedendo al presidente dell'Ars «un input preciso per non rischiare di non riconciliarsi con l’opinione pubblica». 

Assenza prova a fare chiarezza a MeridioNews: «I 5 stelle erano presenti e non hanno bocciato i numeri dell'accordo, si sono invece mostrati critici perché chiedevano di non equiparare il trattamento dei dipendenti Ars a quello del Senato dal 2021, punto che non potevamo inserire adesso». Vero è, poi, che rimangono fuori dal tetto le famigerate indennità, ma ciò secondo il deputato non pregiudicherebbe i risparmi futuri. «Le indennità di funzione e mansione, di produttività e quelle variabili come nel caso di straordinari e festivi non sono comprese nel tetto - spiega Assenza - ma si ritorna comunque alla situazione del 2017». In tre anni l'Ars non sgancerebbe assegni per «circa 2 milioni e 100mila euro di compensi e nel solo 2018 si risparmierebbero 662mila euro»

Novità sono previste anche per le nuove assunzioni. «Abbiamo previsto un ulteriore abbassamento del tetto, comprensivo stavolta anche delle indennità», precisa Assenza. Ad esempio un assistente parlamentare al massimo della carriera, così, percepirebbe annualmente circa 90mila euro lordi, iniziando il suo cursus da uno stipendio da circa 1.600 euro. L'obiettivo della maggioranza, adesso, è di chiudere le trattative e varare il nuovo schema, in consiglio di presidenza, mercoledì prossimo.

MeridioNews è una testata registrata presso il tribunale di Catania n.18/2014
Direttora responsabile: Claudia Campese Editore Mediaplan Soc. Coop. Sociale
Riproduzione riservata

Viaggiare in Sicilia

Percorsi, itinerari e consigli per chi vuole viaggiare in Sicilia lontano dalle solite mete e dai circuiti turistici di massa

Giustizia per Emanuele Scieri

Il paracadutista siracusano è stato trovato morto nella caserma di Pisa nel 1999. Ora si cerca di ricostruire quanto successo

La mafia nel Siracusano

La provincia di Siracusa - soprattutto la parte Sud, tra Noto, Pachino e Avola - deve fare i conti con una criminalità organizzata che condiziona sempre più le attività economiche, a cominciare dall'agricoltura

Muos, l'eco mostro di Niscemi

Contro l'impianto della base Usa di Niscemi, da anni si battono comitati, associazioni e cittadini

Elezioni comunali 2018 in Sicilia

Il 10 giugno 2018 si è votato in 132 Comuni in tutta l'Isola per eleggere nuovi sindaci e consigli comunali. Il percorso di avvicinamento e il nuovo volto delle amministrazioni. Speciali amministrative 2018

Leggi tutti i Dossier

Segnala una notizia

Utilizzando questo form puoi segnalare le tue notizie alla redazione

Invia un tuo contributo

I campi contrassegnati con * sono obbligatori

×