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Rifiuti, Musumeci chiede un commissario a Roma
Impiantistica, piano di gestione e riforma delle Srr

Il governatore avrebbe bussato alla porta del governo Gentiloni per ottenere una figura con poteri speciali. La decisione sarebbe stata presa dopo alcune settimane di riflessione, seguite al confronto con diversi tecnici e alle dimissioni dell'assessore Figuccia, che dice: «Gli ostacoli al cambiamento sono fortissimi»

Alla fine sui rifiuti Nello Musumeci ha chiesto aiuto al governo nazionale. Un commissario da Roma, a fronte di un sistema talmente incancrenito da non poter essere cambiato con i poteri in mano al presidente, sarebbe la soluzione individuata dal neo governatore per avviare un reale cambiamento. 

Dopo le dimissioni dell'assessore Vincenzo Figuccia - formalmente per divergenze con il presidente dell'Ars Gianfranco Miccichè sul tema del tetto agli stipendi d'oro dei burocrati dell'assemblea - Musumeci ha tenuto per sé la delega sui Rifiuti. E ha cercato il confronto e la collaborazione con alcuni tecnici, a cominciare dall'ingegnere Salvo Cocina, già direttore dell'ufficio speciale per la differenziata sotto Crocetta, e con il professore Aurelio Angelini, vicino al Movimento 5 stelle negli ultimi anni. Dopo alcune settimane di riflessione, il governatore si sarebbe convinto a bussare alla porta del governo Gentiloni. 

Tre le priorità da affrontare: trovare a breve uno sbocco (verosimilmente fuori dalla Sicilia) alla mole di rifiuti indifferenziati, considerato che le discariche siciliane hanno un tempo di vita inferiore a un anno e tra sei mesi il rischio è lasciare la spazzatura in strada; redigere un piano di gestione dei rifiuti che alla Regione siciliana manca da quasi dieci anni e senza il quale è impossibile usare i finanziamenti europei per realizzare l'impiantistica necessaria, a cominciare da quella per lo smaltimento dell'umido; e riformare il sistema della Srr (le Società di regolamentazione dei rifiuti) per renderle davvero efficienti - si ipotizza la riduzione di questi enti, una per ogni ambito provinciale - e così sollevare la Regione da compiti di gestione che non sono suoi. 

Servirà un commissario per centrare questi obiettivi? «Un commissario - spiega Angelini - serve davvero a poco, dal momento che non ci sono gare da sbloccare. Si possono ridurre i tempi per la realizzazione degli impianti, ma parliamo di pochi mesi. Non ci sono, secondo me, le condizioni affinché la figura di un commissario possa davvero cambiare le cose».

L'assessore dimissionario Figuccia ribadisce che «in Sicilia c'è un sistema criminale che gestisce i rifiuti. Posso affermare senza dubbi che è così. Io stavo mettendo mano al settore cercando di dare una struttura diversa, dal superamento delle discariche al potenziamento della differenziata, fino al trattamento vero e proprio, in un processo che avrebbe coinvolto i cittadini. Questo non è stato possibile». Sul possibile commissariamento del settore, dice «che è una scelta che spetta al presidente, ma gli ostacoli a una riforma sono fortissimi, dove ci sono affidamenti diretti la mafia si è inserita. Quando c'è bisogno di aprire i rubinetti, si crea la situazione di emergenza e tutto è temporaneamente risolto». Musumeci ha indetto una conferenza stampa domani mattina per parlare del problema rifiuti. 

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