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Vittoria, commissione si prende altri tre mesi
Per valutare infiltrazioni mafiose al Comune

Viene prorogata di novanta giorni la missione del gruppo prefettizio che sta esaminando documenti per capire se l'amministrazione della cittadina ragusana sia, o sia stata, soggetta a pressioni da parte di soggetti legati alle mafie locali

Valentina Frasca

Com’era facilmente ipotizzabile, allo scadere dei tre mesi è stata prorogata di altri 90 giorni l’attività della commissione d’indagine prefettizia che sta lavorando al Comune di Vittoria per accertare se vi siano, o vi siano state in passato, forme di infiltrazione e condizionamento di tipo mafioso che determinano o abbiano determinato «una alterazione del procedimento di formazione della volontà degli organi elettivi ed amministrativi e che compromettano il buon andamento e l’imparzialità dell’Amministrazione comunale».

Nominata ad ottobre su delega del ministero dell’Interno dal Prefetto di Ragusa, Maria Carmela Librizzi, la commissione è composta dal Prefetto Vicario, Concetta Caruso, dal viceprefetto Ferdinando Trombadore, dirigente dell’area Affari legali, contenzioso e rappresentanza in giudizio della Prefettura di Ragusa e Giorgio Terranova, primo dirigente della Polizia di Stato. Assieme a loro, il tenente colonnello dell’Arma dei Carabinieri, Giuseppe Marseglia, comandante del Nucleo operativo, il maggiore Carmelo Mirinnino della Dia, con il tenente colonnello Sergio Cerra comandante provinciale di polizia tributaria della Guardia di Finanza. Tutti stanno continuando ad operare e a spulciare tra le carte con il massimo della riservatezza, senza far trapelare nulla su quanto stai emergendo.

L’arrivo della commissione era stato salutato positivamente dal sindaco di Vittoria, Giovanni Moscato, a seguito del terremoto politico e giudiziario che lo aveva visto finire indagato per corruzione elettorale nell’operazione Exit Poll. In quell'occasione sono finite in manette sei persone, tra cui l’ex sindaco Giuseppe Nicosia e il fratello FabioNell’ambito di questa indagine per voto di scambio politico-mafioso, Moscato aveva espressamente chiesto l´invio della commissione, per far luce e chiarezza sulla vicenda e per dimostrare ai vittoriesi di non aver nulla da nascondere «con la serenità di aver agito – aveva scritto - sempre nel pieno rispetto della legalità e dei cittadini». 

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