Chiudi ✖
15

Foto di: Blog: enna dal mio punto di vista

Enna, indagine sul crollo della chiesetta di Kamuth
Indagati tre imprenditori e un dirigente del Comune

Redazione

Cronaca – I fatti sono accaduti a dicembre 2015. La Procura ha notificato l'avviso di chiusura delle indagini a Rosario Arena, Fiorella Maria La China, Rosario La Delia e Paolo Puleo. Quest'ultimo responsabile dell'ufficio Tecnico. Parecchie le mancanze ravvisate dagli inquirenti: dalla mancanza delle autorizzazioni a false dichiarazioni

Sono quattro le persone coinvolte per il crollo della chiesetta di Kamuth a Enna, i cui resti furono danneggiati a dicembre di due anni fa. La Procura ha notificato la chiusura delle indagini preliminari all'imprenditore edile Rosario Arena, all'allora legale rappresentante della ditta Stompo Luigi srl Fiorella Maria La China, a Rosario La Delia, titolare dell'omonima ditta individuale, e al dirigente dell'ufficio Tecnico del Comune di Enna Paolo Puleo.

Le indagini, affidate ai carabinieri e coordinate dal sostituto procuratore Francesco Rio, hanno portato a ricostruire quanto accaduto specialmente al pilastro d'accesso della torre e anche al tracciato della strada Porta Palermo, in un'area sottoposta a vincolo paesaggistico. Per gli inquirenti, all'origine del danneggiamento ci furono lavori effettuati senza adeguate autorizzazioni degli enti preposti. 

L'intero iter - al termine del quale sul posto vennero lasciati anche rifiuti ferrosi - si sarebbe svolto in maniera poco trasparente, con la violazione delle norme che regolamento l'affidamento in somma urgenza e la mancata redazione del verbale di consegna dei lavori. A Puleo viene contestato anche l'avere sostenuto falsamente che una delle ditte aggiudicatarie dei lavori fosse inserita tra quelle fiduciarie. Ciò, secondo la ricostruzione della Procura, avrebbe indotto in errore il consiglio comunale, che aveva giudicato immediatamente eseguibile l'opera. Agli imprenditori, invece, viene fatta l'accusa di avere preparato un contratto di noleggio autocarri, che celava un subappalto, senza l'autorizzazione del Comune.