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Regionali, ginecologa trapanese invita a votare il figlio
A pazienti lettera su carta con riferimenti all'ospedale

Simone Olivelli

Politica – Protagonista Francesca Paola Maltese, in servizio presso il reparto del Sant'Antonio Abate. La richiesta è quella di votare «l'unico figlio». Si tratta di Francesco Salone, candidato in una lista a sostegno di Nello Musumeci. Il commento dell'Azienda sanitaria: «Gesto che viola regole interne, valutiamo provvedimenti»

La lettera recapitata alle pazienti per far campagna elettorale al figlio in corsa per uno scranno all'Ars sta facendo il giro di Facebook. Protagonista della vicenda, la dottoressa Francesca Paola Maltese, in servizio presso il reparto di ginecologia ed ostetricia dell'ospedale Sant'Antonio Abate di Trapani

«Cara paziente e amica - si legge nella missiva su carta che riporta i riferimenti alla professione svolta nel nosocomio trapanese - a distanza di pochi mesi torno a scriverti inorgoglita per la fiducia che lo scorso 11 giugno molti di voi hanno dato o confermato a Francesco. All'esito delle ultime elezioni comunali ho visto mio figlio piangere per la triste sorte della città. La Sicilia fuori dal caos - prosegue la lettera - è il progetto in cui ormai da settimane sta lavorando». Nella comunicazione, Maltese si appella alla disponibilità delle donne che sono solite avere in lei un punto di visita per le cure ginecologiche. «Vi chiedo ancora una volta - si legge - di sostenere e condividere il progetto di Francesco, mio unico figlio invitando, se possibile, anche i conoscenti, gli amici e i parenti a supportare l'ambizioso progetto di cambiamento». 

A beneficiare dell'impegno sarebbe Francesco Salone, ex consigliere comunale ed ex candidato alle ultime elezioni amministrative nella lista a sostegno del candidato sindaco Girolamo Fazio. Salone è oggi in corsa all'Ars nella lista Idea Sicilia - Popolari e Autonomisti a sostegno di Nello Musumeci. A luglio, il politico trapanese  è stato raggiunto da un avviso di conclusione indagini da parte della Procura di Trapani per il reato di truffa. Secondo gli investigatori, l'ex consigliere avrebbe «documentato un fittizio rapporto di lavoro con un ristorante di San Vito lo Capo al fine di maturare rimborsi illeciti» dal Comune di Trapani per il periodo che va dal novembre 2012 al giugno 2014. 

La notizia della lettera ha messo in imbarazzo l'Asp di Trapani, che in queste ore starebbe valutando eventuali provvedimenti da prendere contro Maltese, che fino a pochi mesi fa ha guidato il reparto di ginecologia dell'ospedale in attesa della designazione del nuovo primario. «Si tratta di un'azione che va contro ogni nostra regola interna, non è possibile fare comunicazioni con quelle finalità», commentano dall'Azienda sanitaria provinciale. Al momento, tuttavia, si esclude che Maltese abbia già ripetuto il comportamento in passato. «Il figlio è stato candidato alle amministrative, ma noi non abbiamo mai saputo di lettere simili», assicurano dall'Asp.

A commentare l'accaduto è anche Lucia Titone, candidata all'Ars nella lista Cento passi per la Sicilia. «Ciò a cui si assiste a questa campagna elettorale è raccapricciante - afferma in una nota della federazione provinciale trapanese di Rifondazione Comunista -. Adesso si subisce addirittura l'incursione di una ginecologa in servizio presso una struttura pubblica, madre di un candidato alla Regione, che utilizza il nome e gli elenchi dell'ospedale per sponsorizzare il proprio figlio con tanto di lettere firmate fatte recapitare ai propri pazienti.

MeridioNews ha contattato Salone per una replica. «È una strumentalizzazione. Non è carta intestata dell'ospedale ma quella che mia madre usa nell'ambulatorio privato - assicura il candidato di centrodestra -. Il riferimento all'ospedale? Lo può mettere benissimo, che problema c'è? Mia madre non ha fatto altro che quello che fanno tutti i medici che hanno avuto figli candidati. Lo sanno tutti, ma sono ipocriti». Di avviso diverso però è l'Asp: «Carta intestata o meno, qualsiasi medico non può parlare di fatti che esulano dalla professione presentandosi con i rimandi all'attività che svolgono nei nostri ospedali», ribadiscono dall'Azienda sanitaria.

Riceviamo e pubblichiamo la rettifica del candidato all'Ars Francesco Salone