Chiudi ✖
15

Rosolini, vetta in Eccellenza ma senza pretese
«Fa tanto piacere, ma pensiamo alla salvezza»

Luca Di Noto

Sport – La squadra granata si trova a sorpresa in testa alla classifica. «I ragazzi stanno sognando, io cerco di non svegliarli. Il campionato però sarà duro», commenta il tecnico Natale Serafino. Che a MeridioNews parla anche delle avversarie e della quota punti che potrebbe bastare per assicurarsi la permanenza nella categoria

«Noi stiamo vivendo un momento magico e ce lo teniamo stretto, ma sappiamo che è dura perché l’obiettivo della società per questa stagione è quello di mantenere la categoria. Non abbiamo troppi grilli per la testa, siamo lì perché il momento è favorevole e non perché siamo partiti per vincere il campionato». Il tecnico del Rosolini, Natale Serafino, parla così a MeridioNews della vetta della classifica occupata dai granata (a dieci punti come il Biancavilla), dopo quattro giornate di campionato di Eccellenza. 

«Ho la fortuna - continua l’allenatore - di avere un presidente che mi lascia lavorare a 360 gradi. Poi il gruppo è formato da diversi anni e quindi tutto è più facile perché si lavora su qualcosa di già collaudato. L’entusiasmo è tanto e all’interno della squadra c’è un grandissimo spirito di sacrificio». In quella posizione di classifica, sicuramente la squadra siracusana rappresenta una sorpresa: «Sono sorpreso soprattutto dal carattere e dall'umiltà che ha questo gruppo».

Partito con l’intenzione di ottenere una salvezza tranquilla, se a dicembre la situazione di classifica sarà simile a questa sicuramente bisognerà intervenire sul mercato: «Il presidente - spiega Serafino - è una persona molto equilibrata e che di calcio ne mastica. Noi siamo una piccola realtà e come tale ci dobbiamo comportare. Se da qui a dicembre saranno rose, le faremo fiorire. Sarà difficile, però, mantenere questa classifica». Al momento, però, la squadra viaggia sulle ali dell’entusiasmo: «Credo tantissimo nel lavoro e nello spirito di gruppo. In questo momento però i ragazzi stanno sognando. Io come allenatore li lascio sognare e cerco di non svegliarli». Il mister spera di poter restare a lungo a Rosolini: «Faccio l’allenatore da tanti anni, calarmi in una realtà come Rosolini è facile perché rispetto ad altri posti c’è più serenità. E quando si trova un gruppo societario che ti mette a disposizione tutto ciò di cui hai bisogno non puoi fare altro che ringraziarlo».

La forza della squadra è senza dubbio il gruppo e lo stesso Serafino riconosce di avere in rosa giocatori importanti: «Ci sono quattro o cinque elementi - ammette - che non capisco cosa ci facciano in questa categoria e mi riferisco a Implatini, Monaco, Fornoni, Ulma e Melluzzo». In squadra sono presenti anche tanti under interessanti: «Dei ’99 e dei 2000 che hanno tantissima strada davanti, ma purtroppo nel calcio sfondare è difficile perché oltre alla bravura ci vuole anche tanta fortuna. Io cerco di fare il più possibile per loro, per farli crescere e fargli sognare qualcosa di più importante». 

La prossima gara, intanto, vedrà il Rosolini impegnato sul difficile campo del Giarre, che fino a domenica scorsa ha occupato la vetta della classifica. «Domenica andremo ad affrontare una corazzata: sarà un banco di prova veramente tosto per capire se questa squadra può rimanere lì sopra oppure tornare nelle posizioni che ci eravamo prefissate». L’unico neo di questo inizio stagione è forse rappresentato dall’eliminazione in Coppa Italia per mano dell’Avola, con due pareggi: «Abbiamo iniziato la preparazione un po’ in ritardo e impostato il lavoro precampionato per l’inizio di stagione, anche perché non abbiamo una rosa ampia». 

Mister Serafino guarda anche alle avversarie: «Credo che Paternò, Biancavilla e Sant’Agata faranno il vuoto. Sono società attrezzate sia dal punto di vista economico che tecnico. Subito dopo - prosegue - metto Giarre e Scordia. La sorpresa mi auguro possa essere il mio Rosolini. Per la salvezza - va avanti il mister - vedo un po’ attardate Real Aci e Pistunina. Per il resto ci sarà molto equilibrio». Stabilire una quota punti per mantenere la categoria, tuttavia, non è facile: «Ogni campionato è diverso. L’anno scorso con 37 o 38 punti eri salvo, vedendo l’equilibrio che c’è quest’anno ci si potrebbe salvare anche con meno. L’importante - conclude - è arrivare a fare tra i 38 e i 40 punti. Cercheremo di farlo prima possibile, perché il girone di ritorno sarà un altro campionato per tutti quanti».