Chiudi ✖
15

Ragusa, Ibla Buskers scopre nuove zone della città
Artisti, maghi, clown e speciali laboratori per bambini

Giorgia Lodato

Cultura e spettacoli – Il festival è giunto alla 23esima edizione. ««Nel ’95 il problema era valorizzare Ibla, che era in condizioni incerte. Oggi invece bisogna razionalizzare il flusso turistico, dargli una prospettiva, per gestire in modo adeguato il turismo di massa», spiega uno degli organizzatori. Quest'anno la novità è la Kids Circus Zone

«Quest’anno abbiamo aggiunto una sezione nuova, speciale, dedicata ai bambini». È questa la novità della 23esima edizione di Ibla Buskers, la festa degli artisti di strada che in questi giorni, e fino a domani, si tiene a Ragusa Ibla.

Si chiama Kids Circus Zone e sarà allestita all’interno dei giardini iblei, dove si alterneranno quattro laboratori di discipline circensi, equilibrio, giocoleria e riciclo – due tenuti da operatori locali e uno in collaborazione con la scuola di circo Esquela de Circo Carampa di Madrid - pensati per i più piccoli. Perché sono loro, in fondo, i veri motori trainanti dell’evento che da 23 anni si ripete con successo tra le strade e le piazze iblee.

«Riceviamo ogni anno tante richieste riguardo le attività per i bambini - spiega Francesco Pinna, presidente dell’associazione Edrisi, promotrice dell’evento con il contributo dell’assessorato agli Spettacoli del comune di Ragusa -. Sono loro che, essendo tanto sensibili all’argomento, trascinano letteralmente per mano i genitori tra i vari spettacoli e meritano quindi un’attenzione speciale da parte nostra».

Ogni anno non manca l’appuntamento o l’ospite che tiene ancora vivo l’interesse del pubblico nei confronti della manifestazione. «Cerchiamo sempre di soddisfare tutte le richieste che ci arrivano e gli input che ogni anno i tanti visitatori ci offrono, soprattutto aggiungendo nuove aree di Ragusa Ibla poco note o completamente sconosciute, fornendo su di esse notizie di carattere storico e portando le persone a scoprire luoghi dove spesso si passa solo per caso e distrattamente».

Ed è proprio mettere in risalto alcune aree la missione principale del festival. «Nel ’95 il problema era valorizzare Ibla, che era in condizioni incerte. Oggi invece bisogna razionalizzare il flusso turistico, dargli un senso e una prospettiva, per gestire in modo adeguato il turismo di massa, non sempre adeguato ai centri storici, e proporre degli interventi sobri e delicati». Nessun mega palco o amplificazioni di ultima generazione, tutto avviene in strada, vera protagonista dell’iniziativa, dove si raccolgono ogni anno circa 45mila persone.

«Il festival è vivo e nonostante le risorse economiche a disposizione siano sempre più insufficienti non possiamo deludere le aspettative dei tanti ospiti che vengono a trovarci», sottolinea Pinna. Se c’è un artista imperdibile? «Non voglio fare classifiche, ma lo spettacolo più maestoso di questa edizione sarà quello della compagnia di otto elementi Circo Zoè». Ma ci sono anche il mago Julio Opazo, i clown Alta Gama, le Hostress e numeri straordinari di tanti altri artisti, anche internazionali, che ogni anno chiedono uno spazio all’interno dell’evento. Così tanti da costringere gli organizzatori a fare delle selezioni. «Ci arrivano centinaia di richieste di partecipazione e nonostante ogni anno cambiamo il cast quasi al cento per cento è difficile inserirli tutti». Basti pensare che fino a ora si sono alternati sulla scena iblea circa 500 compagnie, con una media di venti all’anno.