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Troina, il microcredito per contrastare povertà e usura
Sindaco: «Così nessuno rischierà di rimanere indietro»

Redazione

Cronaca – Il Comune presenterà oggi due iniziative per andare incontro a coloro che hanno difficoltà ad accedere ai  prestiti tradizionali. Potranno essere chiesti al massimo diecimila euro da usare per i servizi essenziali e da restituire in cinque anni. «Concessioni a chi ha una certezza di reddito, anche solo prospettica», spiegano

Promuovere l’inclusione sociale e recuperare una dimensione di solidarietà collettiva per contrastare forme di marginalità crescenti. Si rinnova, con questo obiettivo, la sinergia tra il Comune di Troina, l’Ente nazionale per il microcredito e la Banca di Credito Cooperativo La Riscossa di Regalbuto, che già lo scorso anno avevano istituito un fondo di garanzia di quasi 300mila euro, per l’avvio e il supporto alle piccole e medie imprese. Questa volta, con due provvedimenti differenti, a usufruire del microcredito saranno le fasce sociali più deboli della popolazione troinese. 

«Il regolamento legato al microcredito sociale che sarà approvato in tempi molto brevi dal consiglio comunale - spiega a MeridioNews Gabriele Caputo, responsabile del settore economico e finanziario del Comune di Troina - disciplina le concessioni di microprestiti a famiglie che si trovano in situazioni di disagio ma che hanno una certezza di reddito, anche prospettica, tale da garantirne la restituzione. Questi microprestiti - prosegue il dirigente - possono essere concessi per l’acquisizione di beni e servizi, quali spese necessarie per l’accesso all’istruzione scolastica, ai servizi pubblici essenziali, alla riqualificazione energetica o piccoli interventi sugli immobili». Previsto un fondo di centomila euro, da destinare con tempi rapidi di concessione grazie alla modulistica concordata con la banca. 

A istruire la pratica e a verificare le condizioni di restituzione della sovvenzione finanziaria sarà il Vomune di Troina attraverso Sicilia Work Hub, la società di consulenza che si occupa di orientamento e assistenza alle imprese. Diecimila euro, il prestito massimo consentito, da restituire in cinque anni, senza superare il quinto dello stipendio o del reddito mensile di chi ha un’attività, e con un interesse dell’1,6 per cento. «L’accesso al microcredito avviene in condizioni di non bancabilità - prosegue Caputo - cioè quando la banca non concede prestiti perché non riscontra una capacità attuale, e non solo potenziale, di restituzione del debito, in quanto le operazioni di microcredito presuppongono l’assenza di garanzie reali». 

Dopo essere stato il primo centro della Sicilia a concedere dei crediti alle piccole e medie imprese, il Comune di Troina, con questo progetto, farà ancora una volta da apripista per aiutare gli utenti nei processi di esclusione finanziaria, dovuti alle rigide norme bancarie. Sarà, infatti, il primo paese del Meridione a sperimentare un progetto basato sulla solidarietà sociale. Un programma di sostegno concreto e agevolato che non intende escludere neanche i soggetti che sono già scivolati in una fascia di povertà tale da rischiare l’emarginazione sociale. «Più che un prestito ci sarà una sovvenzione - continua Caputo - che non sarà solo comunale ma che vedrà coinvolte anche le istituzioni intermedie della comunità troinese. Verrà istituito un ulteriore fondo per favorire la fuoriuscita da un’eventuale situazione di difficoltà chiedendo, però, la restituzione delle somme attraverso un meccanismo di responsabilizzazione dei soggetti interessati». 

Il Comune, in questo caso, valuterà i casi di emergenza sociale e si muoverà con criteri differenti rispetto al microcredito sociale. «Chi amministra a vario titolo un ente - afferma il presidente del consiglio comunale Alfio Giachino - si trova a essere ogni giorno in trincea e, pur non disponendo di strumenti normativi adeguati ad affrontare determinate situazioni, deve farsi carico delle istanze dei cittadini. I due meccanismi di accesso al credito sono differenti ma hanno entrambi una finalità: evitare forme di marginalità e recuperare una dimensione di solidarietà sociale che oggi è assente». 

L'esperimento ha anche l’intento di aiutare ogni membro della comunità affinché possa riacquistare dignità e fiducia evitando di accostarsi a canali illegali per ottenere prestiti. «Un momento particolare, un imprevisto, una malattia o un ritardo nel pagamento degli stipendi possono creare delle difficoltà e noi dobbiamo riuscire a sostenere chiunque si trovi in queste situazioni - afferma il sindaco Fabio Venezia -. Questi progetti hanno anche una forte dimensione sociale perché all’interno delle piccole comunità è possibile seguire e non lasciare indietro nessuno. Inoltre - conclude il primo cittadino - i due provvedimenti hanno anche un forte valore sul versante della legalità, perché puntano a contrastare l’usura».