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Favara, Farm nel registro delle eredità immateriali
Ed è quasi pace col Comune tra sanatoria e ticket

Concetta Purrazza

Cronaca – Poche settimane dopo le polemiche per l'ordinanza con cui l'ente ordinava la rimozione di due installazioni, per il sito culturale le cose sembrano essere decisamente migliorate: la Regione ne ha riconosciuto l'importanza e la giunta comunale ha preparato una convenzione. Che però dovrà avere il via libera del consiglio

«Un traguardo che ci rende entusiasti. Continueremo a portare avanti il nostro lavoro come abbiamo sempre fatto». Commenta così Florinda Saieva, proprietaria insieme al marito Andrea Bartoli della Farm Cultural Park di Favara, la scelta della giunta regionale di inserire il sito nel registro delle eredità immateriali. A prometterlo era stato due settimane fa lo stesso Crocetta nel corso di una visita ai sette cortili.

La decisione arriva poco dopo le polemiche che hanno coinvolto la Farm, accusata di occupazione abusiva di suolo pubblico. L’ordinanza del 24 luglio emessa dall’ufficio Tecnico del Comune ha prescritto entro 90 giorni la rimozione di due installazioni architettoniche. Il caso aveva indignato i due fondatori che, in un lungo post su Facebook, hanno contestato l’ingiunzione e ha attirato la solidarietà di molti che sul web hanno lanciato una petizione. All'eco mediatica è seguito il dissequestro disposto dal Comune il giorno di ferragosto, dopo la decisione della Procura di Agrigento che ha ritenuto non fossero ragioni che giustificavano «un sequestro di tipo probatorio essendo già stato acquisiti, mediante foto, annotazioni di servizio e mediante la denuncia querela agli atti, tutti gli elementi valutativi delle condotte contestate». 

L’epilogo positivo, considerata da Saieva come «un abuso da parte della burocrazia», per i titolari della Farm va ricercato nella «risonanza mediatica» che ha avuto la vicenda. «Questo fa pensare che chi non possiede notorietà mediatica o gli strumenti necessari per fare valere i propri diritti è destinato a soccombere silenziosamente», commenta Saieva.

Nel frattempo la sindaca di Favara, Anna Alba, ha fatto sapere sapere che il Comune ha ricevuto «un’istanza di sanatoria che dovrà essere valutata degli uffici prima di essere concessa». Ma non è tutto. Il 18 agosto, la giunta comunale ha deliberato una bozza di convenzione sperimentale relativa ai rapporti tra la Farm e l'ente locale finalizzata alla sostenibilità economica dei sette cortili. «La Farm ha fatto richiesta per il pagamento di un ticket - spiega Alba -. Noi l’abbiamo accolta e ci siamo attivati per permettere all’associazione di diventare economicamente sostenibile». La bozza, pubblicata presso il sito del Comune, prevede anche una collaborazione con l’Università di Palermo.

«Considerato che dal 25 giugno 2010 - si legge sulla bozza - l’associazione ha iniziato un’attività culturale e turistica all’interno del centro storico di Favara e tenuto conto che a distanza di sette anni è diventata la seconda attrazione turistica della provincia di Agrigento e che l’attività esercitata ha trasformato questo posto in un luogo di cultura e di grande attrazione turistica e Favara ha acquistato una nuova identità nazionale e internazionale come città dei giovani e degli artisti è ravvisata - si sottolinea - l’esigenza di sostenere le attività promosse da Farm».

Un passaggio della convenzione è riservato alla possibilità di realizzare opere stanziali all'interno dei cortili, questione questa al centro di una polemica con i residenti che hanno lamentato la riduzione dello spazio a loro disposizione. «Si autorizza l’associazione a svolgere attività culturali, turistiche, economiche, anche mediante l’installazione di opere amovibili, negli spazi di proprietà del Comune all’interno del Parco senza pregiudizio per i terzi», viene specificato nel documento. La convenzione, tuttavia, per diventare attiva avrà bisogno dell'approvazione del consiglio comunale.