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I droni dell'ateneo Usa per mappare la Valle dei Templi
«Creeremo un parco virtuale ad altissima definizione»

Andrea Castorina

Costume e società – La Duke University ha scelto Agrigento per una ricerca che mira alla realizzazione di una mappa ad alta risoluzione. «È come se centinaia di ruspe scavassero nell'area archeologica, riportandone alla luce i segreti fino a ricavare una ricostruzione del paesaggio originale», spiega il direttore

Da tre giorni i droni ad alta tecnologia della Duke University sovrastano la Valle dei Templi di Agrigento. L'area archeologica, infatti, è al centro di una ricerca che mira alla realizzazione di una mappa ad altissima risoluzione che permetterà di riprodurre virtualmente l'intera città antica, attraverso l'uso di tecnologie innovative.

Tutto nasce da una convenzione stipulata dal Parco Valle dei Templi con l'ateneo statunitense che, dopo aver compiuto studi simili nell'area archeologica di Vulci, mira ad estendere la propria ricerca su grande scala. E proprio per questo è stata scelta Agrigento.

«È la prima volta che in Sicilia vengono effettuate operazioni così sofisticate - spiega il direttore del Parco Giuseppe Parello -. È come se centinaia di ruspe scavassero nell'area archeologica, riportando alla luce i segreti della Valle dei Templi fino a ricavare una ricostruzione del paesaggio originale. Si arriverà, infatti, a una nuova mappatura con rilievi di altissima precisione grazie ai quali emergeranno anche i dettagli relativi al sottosuolo e alla vegetazione. Un'operazione che costerà alla Duke University diverse centinaia di migliaia di euro».

Per tutta questa settimana saranno a lavoro due tipi di droni che condurranno dei voli a bassa quota per la realizzazione di riproduzioni a due e tre dimensioni, tramite riprese infrarossi o letture fototermiche. I dati raccolti verranno successivamente processati con delle apparecchiature informatiche all'avanguardia, in grado di memorizzare 15mila fotogrammi ad altissima risoluzione.

«Il prodotto finale - precisa Parello - dovrebbe vedere la luce entro il prossimo autunno. Sarà un traguardo importante per gli studiosi che potranno contare su nuove informazioni e mappature. Il passo successivo sarà quello di utilizzare la ricerca anche per fini turistici. L'obiettivo è creare un vero e proprio parco virtuale per indirizzare la ricerca verso nuovi orizzonti».