La Leonzio si prepara alla serie C guidata da Rigoli
Acquisti importanti e un obiettivo: «Arrivare primi»

Giorgio Tosto

Sport – Il tecnico di Raccuja, dopo la tribolata stagione di Catania, cerca il rilancio a Lentini sposando un progetto di grande stabilità, in un ambiente reduce da tre promozioni consecutive. Già arrivati diversi calciatori di qualità. L'allenatore: «Il girone C da sempre è molto equilibrato, sia al vertice che in coda. Non c’è nulla di scontato»

Lo scorso febbraio si interrompeva l’esperienza di Pino Rigoli sulla panchina del Catania: fatale la sconfitta nel derby con l’Akragas, arrivata al culmine di una gara che sembrava sotto controllo dei rossazzurri ed è invece finita per scivolare clamorosamente di mano agli etnei. Un esonero deciso «con la morte nel cuore», come aveva avuto modo di dire il direttore generale Pietro Lo Monaco: una decisione che interrompeva il percorso di un allenatore che si credeva avrebbe avuto vita lunga alle pendici dell’Etna. La nuova avventura di Rigoli, adesso, si chiama Sicula Leonzio: una realtà in netta risalita, una squadra reduce da tre promozioni consecutive che ha riportato i bianconeri tra i professionisti dopo 23 anni.

«La dirigenza mi ha fortemente voluto qui - ha precisato Rigoli nella presentazione alla stampa -. Lentini è stata una scelta non semplice, che ho compiuto dopo essermi reso conto della grande intraprendenza e della passione del presidente Giuseppe Leonardi». Che è anche il proprietario della Sicula Trasporti, la discarica nel Siracusano che accoglie i rifiuti di gran parte della Sicilia orientale. Sul progetto tecnico, il tecnico di Raccuja ha pochi dubbi: «Metteremo tutte le nostre forze e le nostre competenze per mettere su una squadra immediatamente competitiva. Cercheremo di prendere dei giocatori che abbiano spirito di sacrificio e voglia di lavorare duramente per prepararsi al meglio».

Il ritorno in Serie C stimola ovviamente l’entusiasmo dei tifosi e Rigoli accende gli animi con una battuta: «Mi aspetto di arrivare primo – scherza l’allenatore – visto che da tre anni succede questo. Noi dello staff cerchiamo di dare alla squadra un'identità e un modo di essere che sia rappresentativo al massimo dello stile della società. Siamo nelle condizioni di cominciare al meglio questo percorso: per questo vogliamo prendere calciatori che siano anche in grado di sviluppare un forte spirito di appartenenza». L’impatto col professionismo, ovviamente, non sarà semplice a prescindere dall’onda lunga dei successi dei bianconeri: «Il girone C da sempre è molto equilibrato, sia al vertice che in coda. Non c’è nulla di scontato – ribadisce il tecnico – quindi dovremo rapidamente adattarci a non mollare mai, dato che le partite saranno sempre in bilico. Ci saranno anche molti derby, quindi dovremo dare anche i giusti esempi di moderatezza, senza esaltare troppo gli animi».

Non poteva ovviamente mancare il riferimento all’ultima esperienza, quella di Catania: «È stata straordinaria. Ringrazio ancora oggi la società etnea per avermi dato questa grande opportunità. Da un mese, però, penso solo alla Leonzio. Io e il mio staff cercheremo di dare quel giusto contributo alla crescita della società, da un punto di vista generale e tecnico».

Dal canto loro, il presidente Leonardi e il direttore sportivo Davide Mignemi stanno cercando di mettere nelle mani di Rigoli una squadra che sia il più possibile completa, sin dai primi giorni di ritiro (iniziato ieri, ndr). Gli ultimi arrivati in casa Leonzio sono infatti l’attaccante Antonio Gammone dal Melfi, il difensore Andrea De Rossi, ex del Catania, e l’attaccante Mauro Bollino dal Taranto: tutti classe 1994. Si aggiungono ai difensori centrali Vincenzo Camilleri (ex di Reggina e Brescia, classe ’92) e Antonio Granata (20 anni, ex capitano della primavera del Napoli). Dalle giovanili del Palermo, poi, sono giunti in prestito la seconda punta Francesco Bonfiglio e il jolly difensivo Simone Giuliano. Senza dimenticare, ovviamente, i rinnovi di due pilastri della scorsa stagione: il portiere Christian Biondi e il centrocampista Andrea D’Amico. A Lentini, anche quest’anno, si fa sul serio.