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Ragusa, tolti i sigilli all'ospedale Giovanni Paolo II
Sindacati chiedono la rimozione dei vertici dell'Asp

Valentina Frasca

Cronaca – La guardia di finanza ha dissequestrato i locali su disposizione del giudice per le indagini preliminari. L'indagine della Procura però resta. Questa mattina, intanto, davanti agli uffici dell'Azienda sanitaria provinciale è stata indetta una manifestazione di protesta per chiedere chiarezza e celerità nel ripristino dell'offerta sanitaria

La guardia di finanza ieri pomeriggio ha tolto i sigilli al blocco parto, alle sale operatorie e a tutti i locali posti sotto sequestro del Nor Giovanni Paolo II di Ragusa. Il provvedimento era stato disposto dalla procura il 30 giugno. Il dissequestro è stato decisio dal gip Andrea Reale per via di un difetto dei presupposti di legge. Ciò potrà agevolare l’apertura del nosocomio per il quale è attesa il 21 luglio la consegna ai vigili del fuoco della segnalazione certificata diinizio attività (Scia), anche se le indagini della Procura vanno avanti con diverse persone iscritte nel registro degli indagati, tra cui lo stesso manager Maurizio Aricò.

Dagli inquirenti al momento non trapela altro e anche all’Asp le bocche sono cucite. Aricò, dal canto suo, non ha voluto comunicare nulla, se non l’intenzione di fare avere entro questa settimana all’assessorato regionale alla Sanità il nuovo cronoprogramma per il trasferimento dei reparti e dei macchinari dal Civile e dal Maria Paternò Arezzo di Ibla al nuovo ospedale, per poter procedere quanto prima alla sospirata inaugurazione.

Questa mattina, intanto, davanti agli uffici dell’Asp, in Piazza Igea, si è svolta una manifestazione di protesta indetta dalla Cgil di Ragusa per chiedere la rimozione del manager. Hanno preso parte, tra gli altri, Articolo 1 e Anao Assomed, oltre ad alcuni consiglieri comunali. Il segretario provinciale Peppe Scifo ha chiesto che al posto di Aricò venga immediatamente nominato un commissarioad acta che sappia gestire la delicata questione del trasferimento dei reparti in tempi brevi e nella massima sicurezza. 

«Questa situazione ha determinato lo stop all’attività di reparti, comprese le sale operatorie e ambulatori a Ragusa, mentre gli ospedali di Modica e Vittoria - ha dichiarato - rischiano di non poter fare fronte a tutte le richieste. L'intera vicenda dimostra ampiamente l’incapacità dell’attuale dirigenza dell’Asp, tanto è vero che è intervenuta la magistratura evidenziando gravi inadempienze sul piano tecnico e procedurale. È evidente - conclude Scifo - che la direzione sia totalmente delegittimata visto il caos, l’improvvisazione e i rischi per la salute pubblica che si sono creati a Ragusa e nell’intera rete ospedaliera».

Domani alle ore 16, in Comune, si riunirà invece la commissione parlamentare per i servizi sanitari e sociali, presieduta dall'onorevole Pippo Digiacomo, per cercare di fare chiarezza sulla grave situazione del servizio sanitario ibleo, determinata dal trasferimento, mai avvenuto, in quella che, senza mezzi termini, viene definita «una struttura non autorizzata».