Un'intera giunta in giro per la città in sedia a rotelle
L'assessora disabile: «Deve essere battaglia di tutti»

Gero Rizzo

Politica – Oggi il sindaco e gli assessori di Licata percorreranno le vie del centro e visiteranno i monumenti per capire da vicino come vive chi ha difficoltà motorie. Nella squadra c'è anche Annalisa Cianchetti, che ha la delega alle Politiche sociali e che è affetta da sclerosi. Le sue idee sul rapporto tra politica e disabilità

Quale miglior modo, per sensibilizzare alle problematiche dei diversamente abili, che far stare tutti seduti, per un giorno, su di una sedie a rotelle? È quello che ha pensato Annalisa Cianchetti, assessora del Comune di Licata, che insieme al sindaco Angelo Cambiano ha organizzato per oggi l’iniziativa Tutti in carrozzina per un giorno. L’intera giunta, alcuni consiglieri ma anche tanti cittadini, seduti sulle sedie a rotelle percorreranno le vie del centro e visiteranno i monumenti. Poi assisteranno ad una partita di basket tra atleti in carrozzina. 

Assessora, come nasce l’idea?
«Prende spunto dalla voglia di voler dare significato alla mia disabilità, che ho acquisito negli anni e non dalla nascita. Costringendomi ad adattare le mie abilità mancanti e trasformare la disabilità in opportunità per gli altri. Potremmo tutti noi, con il nostro esempio, trasmettere un messaggio di speranza da inculcare nei giovani attraverso i valori dell'attenzione verso l’altro. Scopo della giornata è anche quello di favorire la crescita della sensibilità contro le barriere architettoniche e alla quotidiana battaglia per la mobilità sostenibile per tutti i cittadini con difficoltà motorie di ogni genere, non solo quelle connesse alla disabilità, ma anche anziani, donne in stato di gravidanza, mamme con neonati in carrozzina, soggetti che per incidenti o malattie recenti sono costretti a camminare con difficoltà, aiutandosi con le stampelle».

Certo che di clamore, in Sicilia, la questione disabili ne ha fatto. Lei che idea si è fatta?
«Finalmente si parla della persona disabile, che grazie al riconoscimento economico "assegno di cura" ai disabili gravissimi, potrà ritornare ad essere padrone di se stessa. Potrà scegliere liberamente il metodo da utilizzare per lo svolgimento dei servizi socio assistenziali, inoltre rende la persona disabile parte attiva, creando allo stesso tempo una sfera emotiva positiva, che dà una spinta in più nell'affrontare la vita di tutti i giorni».

Lei come vive, ogni giorno, la condizione di disabilità?
«Quando mi è stata diagnosticata la sclerosi multipla sono caduta in uno stato di prostrazione. Poi, ritenendomi una donna fortunata, perché nella vita niente mi è stato facile, ho reagito, ed anzi, sono diventata volontaria in Aism, organizzando un gruppo di "colleghi di sm" (così l'ho chiamato in watshapp), che grazie ai volontari del servizio civile in Aism di Agrigento con sede a Favara, hanno potuto ricevere i medicinali direttamente a casa evitando i viaggi a Caltanissetta per il ritiro. Inoltre, quest'anno si è concluso il secondo anno del progetto A scuola di solidarietà con Aism presso il liceo Linares di Licata».

Ad un certo punto, per sostituire l’assessore regionale Miccichè, si è fatto anche il suo nome, come è andata in realtà?
«So che si era ventilato il mio nome. Ritengo che tutto quello che sarebbe potuto servire alla valorizzazione dei nostri territori, un assessore regionale di Licata, sarebbe stato un atto importante da parte della politica regionale, a prescindere dall'episodio specifico. Personalmente sono felice di aver potuto proseguire il mio impegno a Licata che si prospetta ricco di soddisfazioni».

Chi ha già aderito, a parte sindaco, assessori e consiglieri, alla Giornata in carrozzina?
«Diverse associazioni che si occupano della disabilità a Licata e nei centri limitrofi, e diversi amici in carrozzella. Ho contattato i parroci delle chiese di Licata e tutti, nessuno escluso, hanno dato il proprio contributo».

Cosa fare per aumentare la sensibilità nei confronti della disabilità?
«L'informazione e la formazione, perché le cose si devono fare per il riconoscimento di un diritto e il rispetto nei confronti degli altri, qualunque sia la loro condizione».