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Le tragedie greche incontrano il Barocco ragusano
Weekend di incontri in ville private e luoghi pubblici

Giorgia Lodato

Cultura e spettacoli – L'iniziativa si intitola 3drammi3 ed è giunta alla seconda edizione. Nata da una idea delle sorelle Vicky e Costanza Di Quattro, con la collaborazione di Clorinda Arezzo, punta a fare conoscere «cosa c'è dietro gli spettacoli che andiamo a vedere a Siracusa». Previsti contributi di Mario Incudine e Moni Ovadia

Creare un ponte ideale tra due realtà siciliane di qualità. Da una parte, Siracusa con il suo teatro greco, dall'altra la provincia iblea, sempre più popolare anche grazie al commissario Montalbano e agli chef stellati. L'obiettivo dichiarato è quello di portare il teatro classico in mezzo al Barocco. 

Nasce dall’idea delle sorelle Vicky e Costanza Di Quattro, con la collaborazione di Clorinda Arezzo, 3drammi3, festival ibleo della tragedia greca promosso dall’assessorato agli spettacoli del Comune di Ragusa e dal teatro Donnafugata di Ibla. L'evento, che è giunto alla seconda edizione e che si svolgerà dal 9 all'11 giugno, punta a trasformare siti privati in location per letture e conversazioni tenute da attori, registi e scenografi impegnati, proprio in queste settimane, nelle tragedie in scena nel capoluogo aretuseo. «Vogliamo svelare i retroscena e scoprire cosa c’è dietro gli spettacoli che andiamo a vedere a Siracusa», spiegano le sorelle, che da otto anni gestiscono il teatro Donnafugata, realizzato in una parte della propria villa e reso fruibile al pubblico, con un impegno nelle opere di prosa, cineforum e mostre, tra le quali quella sulla storia e l’evoluzione del matrimonio in Sicilia. 

«Attraverso la cultura porte che normalmente rimangono chiuse vengono aperte», aggiungono le organizzatrici. Come quelle del giardino del circolo privato di conversazione e di palazzo Di Quattro, del cortile dell’Università Santa Teresa, solitamente aperto agli studenti di Lingue, e della scalinata del duomo di San Giorgio, che sabato sera si trasformerà nella cavea della tragedia Prometeo Incatenato di Eschilo, con l'opera che sarà curata dall'Accademia d'arte del dramma antico per la regia di Antonio Zanoletti. Previsti posti a sedere per gli spettatori che diventano così un tutt’uno con gli attori in scena.

«L’anno scorso abbiamo avuto più di duemila visite e abbiamo organizzato tutto in poco tempo - spiega Vicky Di Quattro -. Quest’anno invece l’evento è più strutturato e importante e siamo felici di aver avuto accesso al Duomo, fatto questo importante per noi in quanto abbiamo trovato il consenso sia del vescovo che di padre Floridia». Tra le novità di questa edizione anche lo stage gratuito dedicato al cunto siciliano a cura del cantautore, regista e attore Mario Incudine, in cui la classicità della tragedia incontrerà la forza del dialetto in uno spettacolo, in programma domenica alle 20 nel cortile del convento di Santa Teresa, in piazza Chiaramonte, dove gli allievi racconteranno una delle tragedie.

La tre giorni si apre con l’incontro dedicato alla tragedia Le Fenicie fissato per venerdì alle 18 nel giardino del Circolo di conversazione, mentre sabato alla stessa ora verrà approfondita, nell’androne del palazzo Di Quattro, Sette contro Tebe. Domenica pomeriggio sarà la volta di Rane, di cui si discuterà nel cortile del convento di Santa Teresa insieme al regista Moni Ovadia.