Foto di Michele

Augusta: bovini con diossina, no all'abbattimento
Associazioni: «Soluzioni che salvino loro la vita»

Giuseppe Solarino

Cronaca – A tre anni dal rilevamento della sostanza tossica, è scattata l'ordinanza per eliminare gli animali. Un gruppo di associazioni ha chiesto all'amministrazione comunale di ritirarla, «perché abnorme e incongrua». La sindaca ha chiesto ai proprietari e rilancia: «Serve riperimetrazione dell'area da bonificare»

«Sospendere l'abbattimento dei 24 bovini contaminati da diossina». È quanto chiedono alcune associazioni ambientaliste relativamente ai capi di bestiame appartenenti ad un'azienda zootecnica augustana. Controlli effettuati dall'Asp di Siracusa su campioni di latte dei bovini hanno riscontrato la «presenza di diossine e Pcb (policlorobifenili) superiore al limite consentito». Dopo circa tre anni dal primo rilevamento, su invito dell'Asp aretusea, la sindaca di Augusta ha emesso un'ordinanza per l'abbattimento e la distruzione dei capi di bestiame entro il 27 del corrente mese. 

Le associazioni Ente Nazionale Protezione Animali onlus, Legambiente Augusta, Decontaminazione Sicilia, Randamici Augusta, Comitato Stop Veleni ed il sacerdote don Palmiro Prisutto hanno fatto richiesta alla prima cittadina, Cettina Di Pietro, di «sospensione o revoca dell’ordinanza» e chiedono di «verificare l’attuale livello di diossina e Pcb nei bovini dell’allevamento, dato che sono trascorsi tre anni dalle analisi condotte dall’Autorità sanitaria veterinaria dell’Asp di Siracusa». Secondo le associazioni, «la misura dell'abbattimento risulta essere abnorme ed incongrua per la problematica emersa, considerato che tra i capi di bestiame figurano vitelli non finalizzati alla produzione di latte e che una delle vacche risulta essere gravida. L’abbattimento dei capi di bestiame non affetti da malattie infettive trasmissibili non è obbligatorio né rappresenta il rimedio principe in tal caso». 

Le associazioni suggeriscono che «si possono eventualmente trovare soluzioni alternative che non pregiudichino la vita degli animali e che, in tal senso, le scriventi si impegnano a collaborare con l’amministrazione comunale al fine di collocare in area idonea di stallo i 24 capi di bestiame. Appare indispensabile - concludono - procedere alla ricerca delle reali fonti di contaminazione: ambientali, alimentari (pascolo o mangime o acqua)». 

La sindaca e l'assessore comunale all'Ambiente, Danilo Pulvirenti, hanno ricevuto i rappresentanti delle cinque associazioni e don Palmiro Prisutto, rispondendo alle loro richieste. I due amministratori hanno dichiarato che per revocare l'ordinanza in oggetto devono esserci dei presupposti tra cui il consenso dei titolari dell'azienda zootecnica proprietaria dei 24 capi di bestiame. «Chiederemo loro se sono disponibili alla sospensione dell'ordinanza - afferma l'assessore Pulvirenti -. Con il consenso dei proprietari stiamo effettuando dei controlli nell'area dove pascolano i bovini e, se necessario, ne chiederemo la bonifica». 

«Il problema - ha aggiunto Di Pietro - ha una portata superiore. In questo momento non vi è nessun controllo. Vediamo quotidianamente bestiame che pascola a pochi metri di distanza da dove insistono gli impianti industriali e l'inceneritore della Gespi. La mia intenzione è quella di chiedere la riperimetrazione dell'area Sin (Sito d'interesse nazionale per la bonifica), visto che il terreno in questione è sito vicino al centro abitato ed è necessario sapere se esistono altre aree contaminate».