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Siti culturali, boom di turisti a Pasqua e Pasquetta
Taormina e Segesta registrano un più 40 per cento

Salvo Catalano

Economia – Già lo scorso anno gli incassi dei principali musei e siti archeologici siciliani evidenziavano un trend positivo. Crescita confermata durante le ultime festività pasquali e che, in alcuni casi, supera le aspettative. I visitatori sono per lo più stranieri, ma secondo Federalberghi pernottano soprattutto in strutture non registrate

Pasqua e Pasquetta da incorniciare per i più importanti siti culturali siciliani. Nei due giorni di festa il numero di visitatori, rispetto al 2016, è cresciuto in maniera considerevole in alcuni dei luoghi di maggiore valore turistico: più 40 per cento al teatro antico di Taormina e ai templi di Segesta, più 25 per cento alla Valle di Agrigento. Aumentano, anche se in misura minore, pure i biglietti venduti alla Villa del Casale

«Arrivano da tutto il mondo - spiegano dall'amministrazione del sito di epoca romana di Piazza Armerina -, le nostre guide accompagnano nella quasi totalità stranieri. I turisti che visitano i nostri siti si collocano nella fascia medio alta». A spingersi nel cuore della Sicilia per visitare l'antica Villa del Casale sono state 2.932 persone a Pasqua e Pasquetta, in leggera crescita rispetto agli stessi giorni dell'anno precedente, quando erano stati 2.913. Ma a segnare un deciso segno più sono soprattutto il teatro antico di Taormina e il parco archeologico di Segesta, nel Trapanese. 

Il primo è stabilmente al primo posto dei siti culturali siciliani più visitati in assoluto e l'unico che si colloca anche nella top dieci nazionale, esattamente al nono posto stando ai dati del 2016. «Nei giorni di Pasqua e Pasquetta abbiamo staccato 5.998 biglietti per il teatro, oltre mille per l'Isola Bella e 250 al museo di Naxos», sottolineano dal parco di Naxos e Taormina. Un anno fa erano stati 4.206 gli ingressi al teatro romano, quest'anno quindi si è registrato un aumento del 42 per cento. 

Fa ancora meglio, in termini percentuali, Segesta che registra 3.206 visitatori (1.520 a Pasqua e 1.686 a Pasquetta), cioè quasi mille in più rispetto al 2016, quando i biglietti staccati si erano fermati a 2.233. A beneficarne sono ovviamente le casse del parco: se un anno fa i giorni di festa avevano registrato ricavi per 4.905 euro, quest'anno la somma sale a 7.911 euro. Anche nella Valle dei Templi di Agrigento la due giorni è stata un successo con 5.800 visitatori, in numeri assoluti un dato secondo solo a Taormina, con un incremento del 25 per cento rispetto all'anno precedente. Dall'altra parte dell'Isola, a Catania, sono stati invece 609 i visitatori al Teatro romano (sito che nel 2016 è stato al nono posto tra quelli più visti in Sicilia), aperto per l'intera giornata a Pasqua e solo nella mattinata di Pasquetta. 

Le prime festività del 2017 confermano quindi il trend di tutto il 2016, con la Sicilia meta sempre più scelta dai turisti. Il flusso di visitatori, però, sembra non avere evidenti ricadute positive sulle strutture alberghiere. «La crescita dei visitatori in Sicilia è evidente - spiega Nico Torrisi, presidente di Federalberghi - ma ci ritroviamo davanti al paradosso di benefici marginali legati a questi flussi». Il problema, secondo Torrisi, sono le strutture non registrate, stimate in oltre cinquemila nell'isola. «Larghe fette di mercato sono erose da un'assoluta illegalità che viene tollerata, a causa di una vuoto normativo».