Droga, chiusa inchiesta per traffico dal Sudamerica
Nel business anche la compagna del boss Cappello

Redazione

Cronaca – La Dda di Catanzaro, con la collaborazione dei colleghi di Firenze e l'attività della guardia di finanza, ha concluso l'indagine sul sistema che permetteva ai narcotrafficanti di far viaggiare gli stupefacenti - soprattutto cocaina - da un continente all'altro. Tra le figure importanti anche Maria Rosaria Campagna

Si è chiusa l'operazione, denominata Gerry, con cui la Direzione distrettuale antimafia di Catanzaro, con la collaborazione della Dda di Firenze e l'attività della guardia di finanza, è riuscita a fare luce su un grosso traffico di droga che dal Sudamerica arrivava in Italia, nello specifico nel porto di Livorno dove, nelle settimane scorse, sono stati bloccati 300 chili di cocaina oltre a un carico di codeina. L'inchiesta, già il 23 marzo, aveva portato all'arresto di 18 persone, interessando non solo la Calabria ma anche altre regioni, tra le quali la Sicilia. Dove, a Messina, sarebbe stato attivo il pediatra Pietro Bonaventura Zavettieri, ritenuto acquirente ma anche finanziatore del giro di stupefacenti, soprattutto cocaina.

I fermi di oggi sono stati eseguiti tra Calabria, Campania, Sicilia, Toscana, Piemonte e Lombardia. Tra gli arrestati ci sono i fratelli Michele e Giuseppe Bellocco, esponenti dell'omonima famiglia attiva a Rosarno, ma anche Rosario Arcuri. Sessantaquattro anni, Arcuri è considerato dagli inquirenti «vero e proprio collettore specializzato nell'acquisto di cocaina per rifornire più famiglie criminali». L'uomo sarebbe stato particolarmente attivo nel creare i contatti necessari per garantire il trasferimento in sicurezza della droga da un continente all'altro, fino in Italia. 

Ad aiutare Arcuri sarebbero stati sia i familiari - il figlio e il fratello - ma anche i trafficanti napoletani. Tra i quali spiccherebbe Maria Rosaria Campagna, compagna del boss mafioso Salvatore Cappello, capo dell'omonimo clan catanese e sottoposto al regime del carcere duro. Su Campagna, a gennaio, si sono concentrati i magistrati della procura etnea nell'ambito dell'operazione Penelope. Con la donna che viene ritenuta al centro dell'attività del gruppo criminale, nonostante abbia lasciato l'Isola da anni. Nello specifico, Campagna è tornata nel capoluogo partenopeo nel 2011, dopo aver scontato una condanna per mafia. Lì, insieme al figlio, gestisce una pizzeria.

Nel complesso, l'inchiesta Gerry ha portato a 19 ordinanze di custodie cautelari e all'identificazione di 32 persone.