Edilizia, costruttori in allarme scrivono a Mattarella
«Regione ha bandito metà gare dell'anno prima»

Miriam Di Peri

Formazione e lavoro – La denuncia dell’Ance parte dall’Osservatorio sui bandi di gara pubblicati sulla Gazzetta ufficiale della Regione. Nel 2016 si registra un crollo di oltre 56 punti percentuali rispetto alle 220 gare del 2015. «In Siciliadal 2007 si sono persi oltre centomila posti di lavoro e chiuse migliaia di imprese»

Anche nella Finanziaria in via di approvazione all’Ars la tendenza «costante negli ultimi anni» sembra quella di «aumentare le spese correnti e improduttive e di dirottare risorse economiche dalle voci dello sviluppo verso quelle degli stipendifici e delle clientele elettorali». Il grido d’allarme arriva dall’associazione dei costruttori siciliani, che questa mattina lancia un appello al presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, sulla crisi che negli ultimi anni ha investito il settore edile e sulle scarse risposte che arrivano dalla politica.

Secondo i dati inviati dall’Ance al Quirinale, «in Sicilia non si bandiscono più gare d’appalto lasciando il settore all’agonia cui è stato condannato dal 2007 con una perdita di oltre centomila posti di lavoro e la chiusura di migliaia di imprese».

La denuncia dell’Ance parte dall’Osservatorio sui bandi di gara pubblicati sulla Gazzetta ufficiale della Regione. Nel 2016 sono state bandite appena 96 gare d’appalto per 142 milioni di euro. Si registra un crollo di oltre 56 punti percentuali rispetto alle 220 gare del 2015, nonché del 48 per cento rispetto ai 275,7 milioni di euro offerti al mercato delle opere pubbliche nell’anno precedente. Le province più colpite dalla paralisi sono state Siracusa (-85,71 per cento di gare e -77 per cento di importi) e Caltanissetta (-84,62 di gare e -75,12 di importi), seguite dalle città metropolitane di Palermo (-54,39 di gare e -57,24 di importi) e Catania (-53,13 di gare e -56,80 di importi).

Ma il confronto con l’inizio della crisi è emblematico del danno arrecato al settore delle costruzioni dalla classe politica e burocratica: rispetto al 2007 risulta un negativo di 92 punti per numero di gare (erano state 1.238) e -88 per cento per importi (1 miliardo e 269 milioni di euro). Tradotto in cifre, il comparto siciliano delle infrastrutture nel 2016 ha ricevuto 1.142 gare in meno per una perdita di 1 miliardo e 142 milioni di euro rispetto al 2007.

Quanto al numero di bandi nei confronti del 2015, ad incidere maggiormente sulla loro contrazione sono stati gli Iacp (-80 per cento), la Protezione civile (-66,67punti percentuali), gli enti locali (-64,34), le Province regionali (-40), le Asp (-16,67), l’Amap (-12,50).

L’Ance scrive a Mattarella a ridosso dell’esame della Finanziaria, previsto per il prossimo martedì 18 aprile, puntando il dito contro «una lunga serie di storni - non ultimo quello dei fondi Fas spesi lo scorso anno per stipendi invece che per infrastrutture - evidentemente commisurabili al reato di distrazione di fondi, perpetrata con indifferenza, spregio dei tanti siciliani onesti che soffrono per la mancanza di lavoro e con una arroganza tale da mai temere di suscitare l’attenzione delle autorità competenti».

Secondo il presidente dell’Ance Sicilia, Santo Cutrone, «questi numeri disastrosi si commentano da soli. Mi chiedo con che faccia questi politici possano pensare di ripresentarsi al giudizio dell’elettorato illudendosi di imbrogliarli ancora una volta con qualche promessa o spolverata di provvedimenti-elemosina, come i pochi fondi fatti ventilare con i Patti per il Sud e che chissà quando si vedranno all’orizzonte».