Foto di: Carmelo Lombardo

Sicurezza, risorse per scuole ed edifici pubblici
«Fondi a rischio, una settimana per le domande»

Miriam Di Peri

Politica – L'Associazione nazionale costruttori edili sollecita il governo regionale affinché si mettano gli atti propedeutici per sfruttare le opportunità previste dalla legge di stabilità 2017. Per le Regioni ci sono 500 milioni, ma solo se ne faranno richiesta. Possibilità di non rispettare il pareggio di bilancio 

Scuole ed edifici pubblici più sicuri, ma restano sette giorni per attivarsi. Il conto alla rovescia è iniziato per il governo regionale e l’allarme questa volta è lanciato dall’Ance Sicilia, l’associazione regionale dei costruttori edili. È l’organizzazione di categoria a ricordare all'esecutivo che nella legge di stabilità 2017, Palazzo Chigi ha liberato circa un miliardo e 200 milioni di euro per la messa in sicurezza degli edifici pubblici. Settecento milioni sono destinati ai Comuni, mentre 500 sono nella disponibilità delle Regioni che ne faranno richiesta. 

Il meccanismo è un po’ farraginoso: entro il prossimo 20 febbraio, Comuni e Regioni potranno chiedere alla Ragioneria generale dello Stato la possibilità di usare avanzi degli esercizi finanziari precedenti o contrarre nuovi mutui. Insomma, il governo nazionale consente alle amministrazioni territoriali di non tenere conto del pareggio di bilancio e usare risorse che, di fatto, in passato le pubbliche amministrazioni, pur avendole in cassa, non hanno potuto investire a causa dei precedenti limiti del Patto di stabilità. In assenza di avanzi di bilancio, le pubbliche amministrazioni avranno la possibilità di accendere mutui con la volontà politica di prevenire disastri ed emergenze mettendo in sicurezza la vita dei cittadini.

L’iniziativa del governo nazionale è stata pensata anche alla luce dell’emergenza terremoti che ha colpito il Centro Italia e riguarda interventi di messa in sicurezza antisismica di scuole ed edifici pubblici, di sicurezza idrogeologica dei territori a rischio di crolli o alluvioni e di bonifica di siti inquinati.

La denuncia degli edili è chiara: «Ad oggi - spiega Santo Cutrone, presidente di Ance Sicilia - non risulta che la Regione abbia prodotto atti in tal senso». La dura critica è rivolta anche allo spettacolo non particolarmente edificante che la politica ha offerto in queste settimane di scontri. «Ci auguriamo - sottolinea Cutrone - che le fibrillazioni attorno alla manovra finanziaria, la distrazione della imminente campagna elettorale, la linea di governo che finora ha dato priorità a precariato e populismi e la tentazione di inseguire il consenso a tutti i costi non facciano sfuggire questa importantissima occasione per mettere in sicurezza scuole e ospedali e per rendere competitivi i nostri territori».