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Il cioccolato di Modica e i suoi quaranta abbinamenti
Rizza: «Ok offerta al supermercato, non è svendere»

Giorgia Lodato

Costume e società – Un connubio indissolubile tra il pregiato dolce e la città ragusana. Giuseppe Rizza, uno dei titolari delle storiche botteghe del gusto spiega l'importanza della comunicazione delle qualità e torna sulle polemiche per la promozione alla Lidl: «Perché non si prova scalpore di fronte a chi vende tavolette anche a 6 o 7 euro?»

Dal sale di Trapani al pistacchio di Bronte, dalle scorze d’arancia di Sicilia al peperoncino, fino ad arrivare alla rosa e al gelsomino, al pepe bianco e allo zenzero. Senza nulla togliere al barocco e all’arte, il cioccolato di Modica, declinato nei suoi 40 gusti, rappresenta una grande attrattiva per turisti e visitatori, come conferma Giuseppe Rizza dell’Antica dolceria Rizza, una di quelle storiche della cittadina iblea.

«Quello tra il cioccolato e il territorio è un rapporto che continua a crescere. Il primo funge da traino per il secondo e lo aiuta a svilupparsi, mettendo in moto una macchina che interessa tutti, dai produttori ai modicani stessi che acquistano tavolette da esportare e regalare».

L’appeal del cioccolato si deve anche ai mastri che col tempo sono riusciti a farlo conoscere al mondo. Aziende storiche ma lungimiranti, che si sono impegnate per coprire il territorio nazionale ed esportare le tavolette all’estero. «Organizziamo manifestazioni a carattere internazionale e comunichiamo molto, cercando di divulgare il nostro prodotto in maniera integra. Non ci limitiamo a collocarlo su uno scaffale – chiarisce il membro del Consorzio di tutela del cioccolato di Modica - ma lo facciamo conoscere raccontandone la storia, le caratteristiche e le qualità».

Fondamentalerisulta la comunicazione. «È un prodotto che va spiegato bene perché diverso dagli altri. Chi lo degusta per la prima volta, senza conoscerne la particolare lavorazione che lo rende granuloso, potrebbe restare sorpreso». E invece il segreto sta proprio lì, nella ricetta secolare che aspetta di essere inserita tra i prodotti Igp (Indicazione geografica protetta) per preservare l’unicità del prodotto.

«In quattro generazioni non sono cambiati l’attenzione nel selezionare gli ingredienti e il metodo di lavorazione a basse temperature, che garantisce caratteristiche organolettiche quanto più vicine a quelle delle fave di cacao, la materia prima da cui si ricava il cioccolato». Si sono innovati invece la ricerca di nuovi gusti e abbinamenti - oggi ne esistono 40 tipi tutti legati al territorio siciliano – e le forme. «La semplice tavoletta è stata accostata da formati mignon e cioccolatini di soli sei grammi, che permettono di gustare il cioccolato sotto forma di una sfoglia».

Ma la delizia modicana si può periodicamente trovare anche al supermercato, come è successo all’inizio dell’anno, quando è stato messo in promozione alla Lidl, a 1,49 euro a barretta, scatenando polemiche sul prezzo considerato troppo basso. «Il prodotto non è stato svenduto ma messo in promozione da Lidl Italia a un prezzo medio di mercato» – chiarisce Rizza. Che aggiunge: «Se una tavoletta costa circa 2,50 euro il minimo per parlare di promozione è venderla a 1,50».

I supermercati guadagnano pochi centesimi dalle promozioni e per il mastro dolciario «è troppo facile puntare il dito contro di loro, invece che provare scalpore di fronte a chi vende tavolette anche a 6 o 7 euro. In tutta Italia – conclude - milioni di persone hanno potuto vedere che il cioccolato di Modica esiste ed è tra le eccellenze del nostro Paese».